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Come funziona e chi ha aderito ad Interspac, l’azionariato popolare dell’Inter 

by Luca Anastasio

Negli ultimi giorni si sta parlando sempre di più di Interspacl’iniziativa con cui un gruppo di noti tifosi interisti, rappresentati e coordinati dall’economista Carlo Cottarelli , ex direttore del Fondo monetario internazionale , proverà a portare l’azionariato popolare nel calcio professionistico italiano sulla base del modello del Bayern Monaco (ed, in generale, di tanti club tedeschi) dove quello dell’azionariato popolare è un sistema consolidato.   

«InterSpac promuove l’idea di un azionariato popolare e diffuso per le società di calcio italiane. Naturalmente, essendo i soci di Interspac tutti tifosi dell’Inter vogliamo partire proprio dalla squadra che amiamo, riproducendo nel nostro paese quel modello di azionariato che, nei suoi aspetti generali, vede nel Bayern Monaco un esempio molto convincente».

Questa la missione dei soci di Interspac, spiegata sul sito ufficiale del progetto

Il modello di Bayern Monaco e Barcellona 

In Germania, dal 1999, con la regola del cosiddetto ‘50%+1’ nessun singolo azionista può possedere più della metà delle quote di un club. Per fare quindi un esempio, il Bayern Monaco, la squadra tedesca più importante e vincente, è di proprietà per il 9% di Audi, per il 9% di Adidas, per il 9% di Allianz e per il 73% dei suoi tifosi (fonte gqitalia.it).
Altro esempio di azionariato popolare è quello del Barcellonai soci sono 223 mila (contro i 293mila dei bavaresti), che ogni anno pagano la loro quota (185 euro per gli adulti, 92 euro per gli under 14 e 44 euro per i bambini fino ai cinque anni). Soci, che, ovviamente, non prendono direttamente le decisioni: ogni quattro anni viene eletto a suffragio universale un presidente (con tanto di campagna elettorale, urne e spoglio delle schede) il cui mandato dura, appunto, quattro anni e non eleggibile per più di due mandati consecutivi.
Il presidente nomina poi la junta directiva, organo che gestirà poi materialmente il club, che viene ratificata dall’assemblea dei soci. 

Interspac, ecco chi sono i 40 soci fondatori 

Pochi giorni fa sul sito ufficiale del progetto sono stati rivelati i nomi dei soci fondatori di Interspac. Ecco tutti i nomi, in ordine alfabetico: Beppe Bergomi, Enrico Bertolino, Andrea Bocelli, Stefano Boeri, Paolo Bonolis, Alessandro Cattelan, Claudio Cecchetto, Valerio De Molli, Gianfelice Facchetti, Fabio Fognini, Massimo Galli, Peter Gomez, Tommaso Labate, Giancarlo Leone, Gad Lerner, Luciano Ligabue, Maurizio Mannoni, Enrico Mentana, Pietro Modiano, Michele Mozzati (Michele), Mario Nava, Roberto Nicastro, Enrico Pazzali, Max Pezzali, Mariangela Pira, Antonio Polito, Giacomo Poretti (Giacomo), Gianni Riotta, Enrico Ruggeri, Gabriele Salvatores, Sergio Scalpelli, Pietro Senaldi, Michele Serra, Beppe Severgnini, Giovanni Storti (Giovanni), Marco Tarquinio, Flavio Valeri, Roberto Vecchioni, Antonio Versace, Luigi Vignali.  

Interspac, come partecipare all’azionariato popolare dell’Inter 

Al Corriere della Sera, alla domanda che gli chiedeva con che quota pensasse di entrare nell’Inter, Cottarelli ha specificato che: «Si ragiona sulla base di quanto si pensa di poter raccogliere. Non si parla di qualche decina di milioni, ma di cifre rilevanti. Non si fa un’operazione simile per entrare con 30 milioni e basta. L’Inter ha circa 4 milioni di tifosi, dipende da quanto ci mettono. Non voglio dare una cifra perché si creano aspettative. Il nucleo principale deve essere costituito dai tanti che mettono poco, poi possono esserci imprenditori o un gruppo che mette di più».

Ognuno può mettere quanto vuole, ma ci sarà un tetto minimo: «Non c’è un limite massimo, ma ce n’è uno minimo. Ci sono fasce dai 500 euro ai 1.000, dai 1.000 ai 5.000 e così via. Insomma non un obolo da 50 euro. Poi uno può mettere quanto vuole».

Per quanto riguarda il pagamento, invece, a differenza del Barcellona, non si tratterebbe di un costo annuale: «Pagamento annuale? No, è una tantum. All’estero esistono anche modelli in cui viene pagata una quota annuale, ma è poca roba. La società non si mantiene in vita con i contributi dei tifosi. Come nelle società per azioni ci sarà modo per far sentire la propria voce. La governance è importante. Se si entra con un capitale vanno discusse le regole».

A che punto è il progetto? 

Sempre al Corriere della Sera, Cottarelli ha rivelato che la società conosce il progetto di Interspac e avrebbe anche aperto ad una possibile operazione tra le parti. Queste le sue parole. «La società è informata e non ha dato segnali negativi, se avesse voluto troncare lo avrebbe già fatto. Siamo nella fase di studio non di raccolta. Non ci siamo incontrati. Non è opportuno vedere la proprietà prima. Due anni e mezzo fa abbiamo parlato con gli amministratori, stavolta ancora no. L’idea è di cominciare a parlare con in mano qualcosa, non prima».

Cottarelli aggiunge: «Se, come pensiamo, ci sarà sufficiente interesse da tutte le parti coinvolte, inclusa la proprietà, dopo aver definito i dettagli tecnici dell’operazione, richiederemo le necessarie autorizzazioni a tutti gli organi competenti per poi iniziare la raccolta di risorse dai tifosi e da altri. Pensiamo che il nostro modello di azionariato popolare sia valido anche per altre società di calcio italiane, e speriamo che altre tifoserie vogliano imitarci»

Fino al 15 luglio sarà presente sul sito della società un questionario (clicca qui per partecipare) sull’azionariato popolare, attraverso il quale Interspac sonderà l’umore della piazza per conoscere l’opinione delle persone riguardo l’iniziativa.

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