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Cronache di spogliatoio
di Giulio Converti Il Chelsea di Thomas Tuchel è campione d’Europa. La rete di Havertz e la non brillantissima performance degli uomini di Guardiola...

di Giulio Converti

Il Chelsea di Thomas Tuchel è campione d’Europa. La rete di Havertz e la non brillantissima performance degli uomini di Guardiola consegnano ai Blues la seconda Champions League della loro storia. Uno scenario molto diverso da quel lontano 2011/12, da quella finale storica contro il Bayern Monaco. La sfida tutta inglese di sabato sera ha visto i ragazzi di Tuchel fare un secondo tempo di sacrificio, chiudendo le vie al City grazie soprattutto ad un centrocampo splendido. Il re della serata è stato indubbiamente N’Golo Kanté, a dir poco onnipresente. Tuttavia, non è passato in sordina l’incredibile lavoro stagionale svolto da un altro centrocampista: Jorginho. Il talento italiano è stato più e più volte coccolato da Tuchel per le sue doti tecniche. 

«Jorginho è una delle menti della squadra. È un giocatore strategico, bravo nei passaggi e nella distribuzione della palla. È anche un bravo comunicatore in campo, e ha una grande esperienza» – Thomas Tuchel, conferenza stampa del 28 maggio 2021

Ricordiamo, inoltre, che Jorginho sarà un uomo fondamentale negli 11 di Mancini per i tanto attesi Euro 2020. Ripercorriamo un po’, dunque, carriera e rendimenti del centrocampista dei Blues, soffermandoci sulla sua utilità in chiave Europei. 

L’Italia prima di Londra

Figlio di un’ex calciatrice, Jorginho segue le orme della madre esordendo con il Verona in Coppa Italia Lega Pro l’8 ottobre del 2009. Per l’esordio in Serie B bisognerà aspettare il settembre 2011 quando, sempre con la maglia gialloblù, diventa pian piano un giocatore centrale della squadra. Nella stagione successiva contribuisce alla promozione del Verona in Serie A, segnando due reti ma soprattutto totalizzando 41 presenze. L’esordio nella massima serie il 24 agosto 2013 è un sogno: 2-1 per gli scaligeri in casa contro il Milan. Solo nel girone d’andata Jorginho totalizza 7 gol di cui 5 dal dischetto, che rivelano la sua freddezza dagli undici metri. Viene acquistato dal Napoli nel gennaio 2014, proprio al termine del mercato invernale. La squadra campana sarà il suo trampolino di lancio, la sua occasione di farsi notare dal mondo. Nel maggio di quell’anno vince la sua prima Coppa Italia, giocando da titolare nella finale vinta contro la Fiorentina per 3-1. Dopo la successiva stagione altalenante, a causa di alcuni problemi legati all’incompatibilità con il centrocampo a due di Benítez, l’arrivo di Sarri nel 2015 non fa che giovare. La sua centralità nel progetto dell’allenatore campano convince Jorginho a rinnovare il contratto con i partenopei fino al 2020. Quella stagione per lui rappresenta un’evoluzione: viene nominato da Opta il giocatore con più palloni toccati dei top 5 campionati europei e dal CIES Football Observatory come il quinto centrocampista più forte d’Europa. Nelle successive due annate con la maglia dei partenopei si osserva un leggero calo, dovuto in parte al ballottaggio costante con Diawara. Al termine della stagione 2017/18 si rompe il matrimonio con il Napoli, squadra e città a cui sarà sempre legato. 

«Quando vivi a Napoli non puoi mai dimenticare. Ho fatto un’esperienza bellissima e sono molto affezionato alla città e ai tifosi. Se ci sarà la possibilità di tornare, non si sa quando, ovviamente mi farebbe piacere» – Jorginho, intervista a Sky del 7 aprile 2021

La crescita con i Blues

Il 14 luglio 2018 Jorginho firma un contratto quinquennale con il Chelsea. Nella squadra londinese ritrova Maurizio Sarri, con cui ha espresso il suo miglior calcio nel 2015/16. Dopo aver perso il trofeo Community Shield nella finale giocata da titolare contro il Manchester City, esordisce in Premier League l’11 agosto segnando su rigore. La prima stagione con la maglia del Chelsea non è proprio positiva, e il giocatore italiano riceve tante critiche per non essersi rivelato all’altezza. In campionato, infatti, ottiene solamente 2 reti in un totale di 37 presenze. Il 29 maggio 2019, però, raggiunge il suo primo grande traguardo europeo: l’Europa League. Nella finale contro l’Arsenal vinta per 4-1 gioca titolare, disputando una partita ottima. Da lì qualcosa cambia, diventa una pedina fondamentale. Lampard oltre a garantirgli la titolarità lo designa come rigorista, qualità che lo ha contraddistinto per tutta la carriera. La stagione 2019/20 è colma di ottime prestazioni, ma non gli consente di aggiungere trofei in bacheca. Sarà l’annata che si è appena conclusa, invece, quella a regalargli le più grandi soddisfazioni. Malgrado la sconfitta in finale di FA Cup con il Leicester e il quarto posto conquistato a fatica, Jorginho e il suo Chelsea arrivano fino in fondo nella massima competizione europea. Proprio sabato scorso, l’altro ieri, ore 21 in punto allo stadio di Porto, la sua carriera era di fronte a un bivio: diventare uno di quei giocatori che hanno alzato la Champions al cielo, oppure no. Il finale lo conosciamo tutti, e ci deve rendere orgogliosi: c’è un po’ di Italia nel Chelsea campione d’Europa

I numeri della sua carriera

Il centrocampista italiano in carriera ha collezionato 431 presenze, segnando 35 gol. Di questi 35, la metà (17) sono stati segnati con il Chelsea, dove ha subito una netta trasformazione. Nel palmarès conta 4 trofei: una Coppa Italia (2013/14) e una Supercoppa italiana (2014) con il Napoli, un’Europa League (2018/19) e una Champions League (2020/21) con il Chelsea. Dall’arrivo ai Blues Jorginho ha evidentemente cambiato marcia, totalizzando 17 gol in 141 presenze. Con il Napoli, per usare un confronto, ha totalizzato solamente 6 reti in 160 match. Ad oggi ha un valore di 40 milioni di euro, anche se con la vittoria della Champions il prezzo del cartellino è destinato ad aumentare. L’apice del valore di mercato lo ha toccato nel 2018, quando valeva 65 milioni

Il suo ruolo in Nazionale 

Inutile ribadire l’importanza di Jorginho nel centrocampo azzurro. La prima ragione per cui si rivelerà un uomo chiave è la sua duttilità: ha giocato da centrocampista centrale, da mediano e in alcuni casi anche da centrocampista laterale. In secondo luogo sarà fondamentale la sua esperienza, specie in un gruppo così giovane. Infatti, Jorginho ha alle spalle 8 anni in due dei top 5 campionati europei. La sua esperienza europea, coronata poi dalla vittoria della Champions League, è un altro fattore da tenere a mente. Infine, il suo gioco si sposa totalmente con gli schemi di Mancini. Non è un caso, infatti, che Jorginho sia stato il giocatore più impiegato dal tecnico dell’Italia da quando è cominciata la sua esperienza in azzurro. 22 presenze con gli azzurri da quando è arrivato Mancini, nessuno ha giocato quanto lui in seguito al cambio di ct. Si tratta dunque di un gioiello che potrebbe trascinare la Nazionale in un lungo percorso a questi Euro 2020, o almeno ce lo auguriamo.

Giulio Converti

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