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Cronache di spogliatoio
Juventus 2011-2012 | Chi non sapevi avesse vinto il primo dei 9 scudetti Juventus 2011-2012 | Chi non sapevi avesse vinto il primo dei 9 scudetti
Per anni abbiamo assistito ad un monopolio netto della Juventus nel campionato italiano, con i bianconeri trionfanti per ben 9 anni consecutivi. Dopo il settimo posto... Juventus 2011-2012 | Chi non sapevi avesse vinto il primo dei 9 scudetti

Per anni abbiamo assistito ad un monopolio netto della Juventus nel campionato italiano, con i bianconeri trionfanti per ben 9 anni consecutivi. Dopo il settimo posto targato Delneri, l’arrivo di Antonio Conte sulla panchina dei torinesi ha dato il via a un ciclo vincente senza eguali. Dopo il primo tricolore alzato nella stagione 2011-2012, ne sono arrivati altri 8 nelle rispettive stagioni, un record che nessuno in Europa ha saputo replicare. Nei primi 5 campionati del nostro continente, solo il Bayern Monaco ci si è avvicinato, con 8 campionati conseguiti di fila dal 2012-2013 ad ora, anche se tra qualche mese potrebbe raggiungere la striscia juventina.

Fatto sta, che la serie vincente italiana si sta spegnendo, con l’Inter sempre più vicina al ritorno alla vittoria dello scudetto. Questo esclude quindi la Juve di Pirlo, in una stagione quanto mai sofferta e travagliata, non esente da numerose critiche. Una delle cause per cui i bianconeri non hanno vinto niente quest’anno è attribuita alla scarsità del materiale umano in rosa. Certo alcuni reparti hanno delle importanti carenze, ma non si può dare la colpa esclusivamente a questo.
La prima Juventus di Antonio Conte della stagione 2011-2012, infatti, non è ricordata per un gruppo di campioni. Al fianco dei giocatori di rilievo non mancava chi, per esempio, è già finito nel dimenticatoio. E l’obiettivo di questo approfondimento è proprio quello di riportare alla luce questi calciatori.

di Gabriele Buzzalino

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Marco Motta

Il primo della lista, in realtà, ha contribuito ben poco a sollevare il tricolore. Difensore classe 1986, arriva alla Juve nel 2010 dopo una buona stagione alla Roma, in cui sfiora lo scudetto per pochissimi punti. La sua prima annata in bianconero termina con 32 presenze fra tutte le competizioni, ma con l’arrivo del tecnico salentino la musica cambia. Da inizio stagione non vede mai il campo e a gennaio viene ceduto in prestito al Catania. L’anno dopo lo passa sempre in prestito, stavolta al Bologna, poi torna nel 2013 in bianconero. In questa stagione gioca solo 2 volte nel campionato che formalmente vince, poi passa subito ad un nuovo prestito al Genoa, per far ritorno in casa base nel 2014. Nel 2015 lascia definitivamente una squadra che gli ha concesso pochissime possibilità e si accasa al Watford. Dopo un lungo girovagare all’estero, fra Spagna e addirittura Cipro, dal 2020 gioca per il Persija, squadra indonesiana. Qui sembra essersi ritrovato, anche per il livello decisamente inferiore del campionato, e ha già segnato 1 gol in 9 partite.

Michele Pazienza

Il classe ’82 di San Severo è un altro giocatore ceduto da Antonio Conte a gennaio. Di ruolo centrocampista, inizia a giocare nel Foggia, squadra vicina alla sua città natale, poi scala le gerarchie del calcio italiano passando per l’Udinese, la Fiorentina, fino al Napoli. Nel 2011 viene acquistato dalla Juventus, che non lo relega ai margini della rosa come nel caso di Motta ma poco ci manca. Fino a gennaio gioca 9 partite tra campionato e coppa, poi va in prestito all’Udinese, dove torna ad avere continuità e a giocare le coppe europee. Al termine della felice esperienza in uno dei suoi ex club, si ferma a Torino solo per un attimo, dato che ad agosto la squadra di Conte trova il modo si sbarazzarsene. Nel 2012 passa al Bologna, dove rimane per 3 anni. Due anni dopo, in seguito alle esperienze con Vicenza, Reggiana e Manfredonia, si ritira dal calcio giocato. Come allenatore, inizia nel 2017 dalla squadra Berretti del Pisa, di cui poi diventa il mister della prima squadra nella stessa stagione. Dal 2020 Pazienza è il tecnico dei pugliesi dell’Audace Cerignola, attualmente decima nel girone H di Serie D.

Alexander Manninger

Oltre al titolarissimo Gigi Buffon e al secondo Storari, la Juventus disponeva del terzo portiere Alexander Manninger nella stagione 2011/12. Dopo aver iniziato nel Salisburgo, squadra della sua città, il classe ’77 arriva in Italia con il Torino nel 2003, poi veste le maglie di Bologna, Brescia e Siena. Tornato in Austria nel 2005, nel 2008 viene acquistato a titolo definitivo e inizialmente gode anche di una discreta considerazione. Nelle prime due stagioni in bianconero disputa rispettivamente 16 e 11 gare di campionato, l’anno dopo non gioca mai in Serie A ma colleziona 5 presenze da titolare in Europa League. L’ultima annata è una delusione, dovuta certo al suo ruolo, ma in ogni caso termina il campionato senza mai scendere in campo, neanche nelle coppe.
Nel 2012 passa all’Augsburg, dove rimane per 3 anni, infine raggiunge il Liverpool, dove però non gioca mai, all’ombra di Karius. Nel 2017 si ritira e non sono registrate sue attività successive nel mondo del calcio.

Eljero Elia

Il centrocampista olandese di origini surinamesi classe ’87 arriva alla Juventus nel 2011 dall’Amburgo con grandi aspettative. Di prospettive altissime e oltretutto fresco di secondo posto raggiunto con i Paesi Bassi ai Mondiali, Elia viene invece ridimensionato dal calcio italiano. Come da lui stesso affermato, non era pronto a maturarsi con la Serie A e ha bruciato un’importante occasione. Sotto la guida di Conte disputa solamente 5 gare, 4 in campionato e 1 in Coppa Italia. Dopo aver alzato, seppur da «super-riserva», il tricolore, torna in Germania con il Werder Brema, in cui resta per due anni. Il suo girovagare gli fa toccare le sponde dell’Inghilterra, della sua Olanda e della Turchia, con l’Istanbul Başakşehir. Dal 2020 è un giocatore dell’Utrecht e sembra esser tornato in forma, con continuità e qualche gol importante.

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Milos Krasic

Forse uno dei più ricordati, in un marasma di meteore clamorose, Krasic arriva a Torino dopo ben 6 anni di militanza al CSKA Mosca in Russia. Nato in Serbia nel 1984 e cresciuto nel Vojvodina, quando arriva nel 2011 alla corte di Delneri risulta un ottimo giocatore, con numeri molto positivi. Colleziona ben 41 presenze con 10 gol in tutte le competizioni, di cui 8 in campionato e 2 nelle coppe. L’anno dopo, però, l’arrivo di Conte, il cambio di modulo e un’intesa evidentemente non sbocciata contribuiscono a relegarlo ai margini del progetto. Concessegli solo 7 presenze in campionato, in cui trova il gol nel pareggio contro il Catania, seppur per un errore del portiere Andujar, nel 2012 passa al Fenerbahce. Dopo una sola stagione poco positiva va in prestito ai francesi del Bastia. Il serbo, allora, nel 2015 si trasferisce al Legia Danzica, in Polonia, dove si ritira nel 2018.

Marcelo Estigarribia

Classe ’87, il paraguaiano è una vecchia conoscenza della Serie A che ha calcato i nostri campi per molto tempo. Arriva in Italia proprio grazie alla Juventus, che nel 2011 lo acquista in prestito dal Deportivo Maldonado, che a sua volta l’aveva preso dal Le Mans per girarlo subito a un altro club. Il primo e unico anno con Antonio Conte è positivo, dato che gioca 18 partite segnando un importante gol nel derby contro il Torino. Finita la stagione torna in Uruguay ma viene subito rimandato a giocare in prestito, cosa che succede addirittura fino al 2020. Per 9 anni viene continuamente spedito a varie squadre italiane, come Sampdoria e Chievo, o sudamericane, come il Cerro Porteño e il Colon. Al suo ritorno a casa base, finalmente gioca nel Deportivo Maldonando, mettendo insieme 15 presenze e 2 reti in campionato. Dopo una stagione passa ai paraguagi dell’Olimpia in prestito e attualmente gioca per loro.

Frederik Sørensen

Il più giovane della nostra lista è un difensore danese, classe ’92. Prodotto del vivaio della JuventusSørensen viene promosso in prima squadra da Delneri nel 2011 e in questa stagione gioca 18 volte. Come abbiamo visto però, le diverse vedute calcistiche del suo successore Antonio Conte portano il ragazzo a giocare drasticamente meno nell’anno dello scudetto. Fino al gennaio 2012, Sørensen scende in campo solo per una partita di Coppa Italia, poi passa in prestito al Bologna. Nel 2015, dopo un altro trasferimento al Verona, vaal Colonia, con cui rimane fino al 2021 ma assolutamente fra alti e bassi. Visto lo scarso impiego, nel 2018 viene relegato alla squadra B dei tedeschi e la stagione successiva la trascorre in prestito allo Young Boys, per poi far ritorno al Colonia nel 2020 ma giocando pochissimo. Dal 2021 è un giocatore del Pescara in Serie B e lotta con i delfini per il ritorno in massima serie.

Luca Marrone

L’ultimo giocatore che analizziamo è un ragazzo che molti appassionati e tifosi conoscono bene, ma pochi sanno che ha giocato per la Juventus nell’anno del ritorno alla vittoria dello scudetto. Marrone, infatti, nasce a Torino nel 1990 e già dagli 8 anni entra nel settore giovanile bianconero. Nel 2009 passa in prima squadra e ha il piacere di esordire in campionato contro il Chievo, per poi disputare la sua seconda gara nel giro di poco tempo contro il Livorno. Dopo una stagione all’alba dei grandi, con solo quelle due presenze ma con alte aspettative, va in prestito al Siena, per poi ritornare l’anno dopo con Conte. Il primo anno, quello della vittoria del tricolore, scende in campo solo 3 volte e in una di queste segna un gran gol contro l’Atalanta su assist di tacco di Borriello. La stagione successiva riceve molta più considerazione, disputa un totale di 15 gare, tra cui quella dell’esordio in Champions League contro il Celtic, ma una serie di problemi fisici lo limita fortemente. Nel 2013 va al Sassuolo, dove rimane solo un anno per poi tornare alla Juventus, che però non lo vedrà più scendere in campo in gare ufficiali. Dal suo ultimo addio ai bianconeri nel 2015 ha vestito le maglie di Carpi, Verona, Zulte Waregem, Bari, fino al Crotone, in cui gioca dal 2019.

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Gabriele Buzzalino

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