Gameiro è tornato grande a casa sua: «Non è ancora tempo di prepensionamento»

by Redazione Cronache
Kevin Gameiro

Venerdì 29 aprile il PSG già campione di Francia gioca a Strasburgo. Dopo 2’, i padroni di casa sono già avanti. Il gol lo segna Kévin Gameiro, ed è un gol speciale. Primo, perché il 34enne attaccante francese arriva in doppia cifra in campionato dopo 4 anni. Secondo, perché segna alla sua squadra del cuore, in cui ha pure giocato. Ha vinto quattro Europa League, tre con Unai Emery e una con Simeone. Ma negli ultimi anni è quasi sparito. Nell’estate 2021 torna a Strasburgo, dove aveva iniziato la carriera, e precisa: «Je ne suis pas encore en préretraite». Non sono ancora in prepensionamento. Chiaro. Ha piani, Gameiro. Calcio e imprenditoria: un’app di pronostici di partite di calcio, la passione per il design e la ristrutturazione d’immobili. Per ora però solo calcio: 213 gol, 70 assist in 612 partite prima di tornarsene a casa. Kiffeur seriale, amante seriale.

Gameiro, Umberto Tozzi, van Basten

Kévin Dominique Gameiro nasce a Senlis, poco sopra Parigi, il 9 maggio 1987. Lo stesso giorno a Bruxelles, 250km a nord da lì, Umberto Tozzi e Raf presentano Gente di mare all’Eurovision Song Contest, in cui l’Italia arriva terza. L’anno non è casuale: Gameiro fa parte della Géneration ’87 – quella di Benzema, di cui abbiamo intervistato il primo allenatore, ma pure Ménez, Nasri e Ben Arfa. Appunto. Nel centro di Clairefontaine, Ben Arfa viene preso al primo colpo. Gameiro invece no. Resta a Chantilly, dove gioca nell’Under 15. Il suo primo allenatore si chiama Bruno Renard: «Lo chiamavo JPP – dice di Kevin, a Le Parisien – perché il suo stile mi faceva pensare a Papin». Ironia. Indovina un po’ il primo allenatore di Gameiro a Strasburgo? Esatto, è proprio Papin. Il Pallone d’oro nel 1991, preso l’anno dopo dal Milan per fare da riserva a van Basten. Altri tempi. Nel 2004 Gameiro gioca a Strasburgo e debutta il 10 settembre 2005, a 18 anni, in una sconfitta col Paris Saint-Germain. Squadra non casuale. Ma Gameiro fa bene: doppietta alla Stella Rossa in Coppa UEFA, poi rottura del legamento crociato. Niente paura, si riprenderà.


Gameiro, PSG, Ibrahimović

Infatti, nel 2008, lo Strasburgo retrocede in Ligue 2 ma Gameiro resta in Ligue 1 al Lorient. Qui inizia il bello: 13 gol il primo anno, 19 il secondo, 24 il terzo. È il 12 giugno 2011 quando il Paris Saint-Germain lo acquista per 11 milioni e quasi Gameiro passa inosservato, nello shopping in Serie A: Pastore dal Palermo (42 milioni), Ménez dalla Roma (8), Sissoko dalla Juventus (8) e Sirigu dal Palermo (4). In tutto, più di 87 milioni spesi dalla nuova proprietà qatariota, che nell’estate 2012 completa l’opera: Lavezzi, Verratti e due milanisti, Thiago Silva e Ibrahimović. Tombola. Nella capitale, Gameiro inizia bene: 12 gol, 9 nella prima metà di stagione in cui il tecnico è Antoine Kombouaré (esonerato a gennaio, al suo posto Ancelotti). In attacco è titolare, dietro di lui l’amico Hoarau. A fine anno però il campionato lo vince il Montpellier di Olivier Giroud. Gameiro deve attendere l’anno successivo per festeggiare la Ligue 1. Paradossalmente, vince ma gioca meno, visto che come detto a Parigi è arrivato nel frattempo Ibra. Ecco, Ibra.


«Una scelta personale»

Piccola parentesi. Kévin Gameiro tifa Paris Saint-Germain. Era un sogno per lui giocare al Parc des Princes, dove da piccolo, un giorno, sussurrò alla madre: «Qui grideranno il mio nome». Profetico. Ora si capisce cosa volesse dire per Gameiro lasciare la sua squadra del cuore. Ma la presenza di Ibra toglie spazio. Nuova destinazione, Siviglia. È l’estate 2013 e la prima stagione di Gameiro in Spagna è trionfale: 21 reti, di cui 6 nell’Europa League che la banda Emery vince a Torino sul Benfica. La seconda è meno sfavillante: 17 reti e altra finale vinta, stavolta col Dnipro a Varsavia. La terza è in ripresa: i gol sono 29 e per questo, il 30 luglio 2016, Kévin Gameiro è al top della sua carriera. Ha 29 anni e l’Atlético Madrid ci punta per 32 milioni di euro. Stavolta il primo anno è quello buono: segna 16 gol e vince la sua quarta Europa League, stavolta in finale sul Marsiglia. Dettaglio non trascurabile. Il Marsiglia lo aveva cercato, ma Gameiro – in virtù del suo tifo per il PSG – non ha neanche ascoltato l’offerta: «Sono un ex parigino, rifiuto. La mia è una scelta personale». Altre due tappe. Ad agosto 2018 va al Valencia, per 16 milioni. In tre anni, segna “solo” 24 reti in 121 presenze. Poi, tre anni dopo, lo scorso luglio, il ritorno a casa. A Strasburgo, dove tutto è cominciato, 13 anni prima. Anche questa una scelta personale.