La multa che ha impedito a Ibra di restare 10 anni al Milan

by Redazione Cronache

Per molti è stato l’evento che ha segnato la fine, sostanziale, del Milan di Silvio Berlusconi.

Nel 2011, la Corte d’Appello di Milano condanna la Fininvest a pagare 560 milioni alla CIR (Compagnie Industriali Riunite) di Carlo De Benedetti per il Lodo Mondadori.

Una mazzata terribile per la famiglia che dal 1986 è proprietaria e trionfa con il Milan. Niente sarà più come prima.

A confermarlo è anche lo storico braccio destro del Cavaliere, l’amministratore delegato e presidente vicario dei rossoneri, Adriano Galliani.

Queste le sue parole dal palco di Bolgheri melody, a Castagneto Carducci (Livorno), dove partecipa a un talk show insieme a Massimiliano Allegri, il 9 luglio del 2011, quasi due mesi dopo la vittoria del 18° scudetto del Milan.

«Qualcosa che non fa bene alla Fininvest e che non fa bene al Milan, ma so quanto Berlusconi ami il Milan, quindi sono sicurissimo che farà ogni sforzo per mantenerlo in cima al mondo dove lo ha portato. Il futuro del Milan? Sono riflessioni che farà il presidente Berlusconi. Quello che è successo è veramente gravissimo, non credo che spetti a me dirlo, ma è veramente pazzesco. Il Milan è una squadra assolutamente al completo. Vediamo cosa succederà ma pensiamo di essere ultracompetitivi anche così».

A distanza di anni, quelle parole risuonano come il più classico dei temporeggiamenti, in attesa di un destino che ormai è già scritto.

Cessioni

Nella stagione 2011-2012 infatti, il Milan ‘berlusconiano’ perde lo scudetto, facendosi rimontare dalla Juventus, tra errori arbitrali e sconfitte clamorose (come quella casalinga con la Fiorentina). In Champions League, l’avventura termina ai quarti di finale: 3-1 il passivo totale patito con il Barcellona, che è anche il risultato del ritorno dopo lo 0-0 del ‘Meazza’ all’andata. In Coppa Italia fuori in semifinale, ancora una volta l’incubo si chiama Juventus.

L’unico trofeo vinto in quell’annata è la Supercoppa italiana: 2-1 sull’Inter nella finale di Pechino del 6 agosto 2011.

Un anno dopo, via libera alle cessioni pesanti e dolorose. Salutano Zlatan Ibrahimović e Thiago Silva, vere e proprie colonne portanti della rosa rossonera, all’epoca tra i calciatori più forti al mondo.

Il 14 luglio è ufficiale il passaggio, al Paris Saint-Germain, del classe ’84 brasiliano. Lo sceicco Al-Khelaifi sborsa la cifra record di 42 milioni di euro che, in quel momento, lo rende il difensore più pagato nella storia del calcio.

Quattro giorni più tardi, il 18 luglio, è il turno dello svedese. Per lui vengono versati 21 milioni di euro nelle casse del Milan. Il fuoriclasse di Malmö lascia Milanello dopo 85 presenze e 56 gol complessivi in due stagioni, tra tutte le competizioni.

Quale sarebbe stato il destino della società rossonera senza la sentenza sul Lodo Mondadori e la conseguente ripercussione sulle dinamiche di mercato?