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La nuova linea dirigenziale del Milan

by Redazione Cronache

I mancati rinnovi di contratto di Gianluigi Donnarumma e Hakan Calhanoglu mostrano chiaramente il nuovo indirizzo societario del Milan. Dalla scorsa estate, da quando Paolo Maldini ha assunto la gestione sportiva del club, la linea è chiara: prima viene il Milan e poi tutto il resto. Con una leggera punta di retorica si potrebbe tirare fuori il solito slogan: “Giocatori, allenatori e dirigenti passano, la società resta”, ma la direzione che sta dando l’ex capitano è molto è molto più articolata, non si può riassumere in una frase. L’impressione è che la società abbia provato in tutti i modi a trattenere i suoi calciatori più importanti, ma alle sue condizioni. Maldini è stato chiarissimo: noi arriviamo fino a un certo punto, fissiamo un budget a seconda della finanze rossonere, poi sei tu giocatore che se ci tieni ci vieni incontro. Una scelta decisa che significa aver dovuto rinunciare a dei punti fermi della squadra, lasciandoli partire a costo zero.

Valutazioni

Con Donnarumma e Calhanoglu è successo questo. Il portiere della nazionale lunedì ha sostenuto le visite mediche con il Paris Saint Germain, optando per un contratto più ricco. Il Milan gli avrebbe offerto sette milioni di euro a stagione più bonus in due anni, i francesi gliene concedono dodici in cinque. Quella di Donnarumma è stata anche una decisione sul medio-lungo periodo.  Vuole disputare la Champions League continuativamente, il Psg glielo garantisce più del Milan, che l’anno prossimo sarà alla prima partecipazione dal 2013. Al di là del danno in termini tecnici e di punti portati alla causa, il Milan non ha battuto ciglio e pochi giorni dopo aver ricevuto il no definitivo di Donnarumma si è subito tutelato con Maignan, il portiere della squadra campione di Francia nello scorso campionato. Come a dire: «Gigio, tu sei indubbiamente un asset della società, ma il Milan non può fare follie per nessuno».

Divergenze

Più o meno quello che hanno detto a Calhanoglu. L’offerta di quattro milioni in tre anni presentata al turco è anche una valutazione tecnica. Nonostante sia stato uno dei protagonisti delle ultime due annate, per la dirigenza il centrocampista conta quello. Nel perderlo e nel vederlo da agosto vestire la maglia dell’Inter ci sarà solo  un rimpianto tecnico e non economico. È questa la differenza tra le due situazioni: con Donnarumma il Milan rinuncia anche a diversi milioni, perché il giocatore godeva di un importante mercato a livello europeo, con Calhanoglu no. Sebbene fosse da tempo chiaro che non volesse rinnovare con il club di via Aldo Rossi, al trequartista non sono arrivate offerte concrete se non quella degli arabi dell’Al-Duhail. Sostanziosa (32 milioni in quattro anni) ma poco prestigiosa. La chiamata dell’Inter era dunque una di quelle occasioni da non lasciarsi scappare.

Trattative

Il nuovo orientamento dirigenziale del Milan si vede anche sul mercato in entrata. Si cercano giocatori giovani, futuribili e a basso costo, di cartellino e di ingaggio. Non è un caso che oltre a guardare agli esuberi dei top club, come Ziyech del Chelsea o Rafinha del Psg, per sostituire Calhanoglu Maldini e Massara abbiano pensato ad Adli che con otto gol e sette assist ha trascinato il Tolosa alla finale play-off di Ligue 2, poi persa contro il Nantes. Un trend, quello dei giovani, che ormai va avanti da diverse stagioni, come dimostrano i prestiti, secchi o con diritti di riscatto, di Brahim Diaz e Tonali. E proprio sulle loro conferme si stanno concentrando gli uomini mercato rossoneri. Se per il centrocampista italiano la situazione è ancora in stand-by con il Brescia, per lo spagnolo si sono intensificati i contatti con il Real Madrid, proprietario del giocatore. Il Milan sta facendo ogni mossa con oculatezza ed equilibrio, forte di una compattezza di squadra che l’ha riportato in Champions League. Negli ultimi anni le rivoluzioni non hanno funzionato, meglio procedere gradualmente, con una nuova linea direttiva.

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