Le finali non si giocano, si vincono.

by Redazione Cronache

Ecco le parole di José Mourinho, riportate dalla rivista portoghese Tribuna Expresso e pronunciate davanti agli studenti dell’Università di Lisbona, che spiegano come si preparano (e si vincono) le finali. Buon divertimento.

 

“Ho guardato otto partite dell’Ajax prima della finale. Di solito per un match di Premier League guardo 2-3 partite dei nostri avversari perché li conosco, in Europa è diverso. L’analisi degli avversari è fondamentale perché è inevitabile che il modo in cui giochiamo sia influenzato da come giocano le squadre rivali. L’obiettivo contro l’Ajax è stato quello di creare instabilità. Volevamo bloccare l’uscita della palla degli olandesi pressando De Ligt, il loro centrale di destra di difesa. Li abbiamo forzati a giocare su Davinson Sanchez, che aveva più difficoltà. Poi abbiamo invertito il triangolo di centrocampo, mettendo ai lati Pogba e Herrera e alzando Fellaini: questo per adattarci al centrocampo dell’Ajax, lasciandoli senza opzioni e costringendo Sanchez a giocare la palla lunga.

Il nostro terzino destro era dedicato ad un compito: chiudere lo spazio centrale e se la palla fosse stata giocata più larga per le ali, il terzino doveva allargarsi con Herrera a coprire in mezzo. Questo per spiegarvi che i miei giocatori non devono mai avere dubbi sul da farsi, la creatività difensiva va lasciata solo alle situazioni di emergenza. Quando siamo consapevoli delle nostre debolezze, lo prepariamo ancora meglio. Sapevamo che l’Ajax gioca un bel calcio. Bene, ho detto ai miei che il nostro bello era non permettere ai nostri avversari di fare quello che volevano. Ho anche preso in giro Smalling dicendogli: ‘Con i piedi che ti ritrovi, di sicuro non giocheremo palla a terra dalla difesa.

L’Ajax è abile a recuperare la palla alta, con un pressing feroce. Non potevamo giocare la palla in uscita dalla difesa sui centrocampisti. E infatti gli olandesi non ci hanno recuperato un ringolo pallone con il nostro modo di giocare quella finale.”