Cronache di spogliatoio
Quello che non uccide, fortifica. Almeno così recita il detto, perché la sensazione provata a San Siro durante la semifinale di ritorno di Coppa...

Quello che non uccide, fortifica. Almeno così recita il detto, perché la sensazione provata a San Siro durante la semifinale di ritorno di Coppa Italia è molto diversa.

Il Milan è apparso da subito incapace di dare segni di vita. L’autopsia condotta dalla truppa di Inzaghi ha avuto un esito impietoso: con questi ritmi anche la rincorsa al quarto posto in campionato potrebbe rivelarsi estremamente complicata.

Eppure l’atmosfera all’interno della Scala del Calcio è quella delle grandi occasioni, quella delle notti durante le quali l’aria vibra e i fili d’erba scintillano. I padroni di casa, però, hanno quasi subito mostrato tutte le difficoltà degli ultimi mesi: i reparti slegati hanno permesso ai biancocelesti di tessere rapide trame nelle praterie concesse dall’inedito modulo (per quanto riguarda gli interpreti) preparato da Mister Gattuso. Mattia Caldara, alla seconda da titolare in stagione dopo l’esordio contro il Dudelange dello scorso 20 settembre e un lunghissimo stop forzato, è apparso piuttosto a suo agio al centro della difesa a 3 protetto dagli alfieri Musacchio e Romagnoli, ma il centrocampo è naufragato sia per quanto riguarda la fase di contenimento che quella di costruzione, travolto dalle folate della Lazio che hanno a messo a nudo la mediocre condizione atletica dei rossoneri. Nemmeno la sostituzione forzata di Milinkovic-Savic ha consentito ai rossoneri di recuperare metri nella zona nevralgica del campo, al cospetto di una Lazio con le idee molto chiare.

Immobile e compagni si sono cercati (e trovati) molto, collezionando occasioni da gol neutralizzate da un Pepe Reina in formato superstar, una delle poche note liete dei rossoneri. Abbiamo avuto l’opportunità di vedere da vicino il portiere spagnolo grazie agli amici di MARATHONBET e possiamo assicurarvi che è davvero impressionante per forza e reattività. Acerbi ha spento sul nascere le flebili iniziative di Krzysztof Piątek, abbandonato a se stesso in una delle serate più insipide della sua esperienza italiana. Dopo la rete de ‘El Tucu’ Correa il match è scivolato via senza regalare grandi emozioni, così al fischio finale la Lazio ha potuto festeggiare la conquista del pass per la finale di Roma gestendo totalmente le forze.

Il Milan si chiude a riccio nello spogliatoio, intento a leccarsi le ferite e provare a ricaricare le batterie in vista del finale di stagione da batticuore.

La Lazio si accomoda sul divano nell’attesa di conoscere il nome della contendente che salterà fuori dalla sfida Atalanta-Fiorentina.

Pronosticare il finale di stagione è molto complicato, considerando l’altalena impazzita di risultati delle ultime giornate. Si imbocca il rettilineo finale, lungo il quale la testa conta sempre più del fiato.

Perché la forza delle idee, come sempre, avrà il sopravvento.

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