Le Statistiche Inutili della 13ª giornata

by Redazione Cronache
felix afena-gyan

di Giuseppe Pastore 

La pausa della Nazionale ci ha lasciato con un carico supplementare di amarezza di cui sono equamente responsabili le magre figure rimediate dalla Nazionale e l’astinenza da Statistiche Inutili, fortunatamente tornate a fioccare come nespole (citazione biscardiana). Anzi, tornando alla sciagurata notte nordirlandese, ne ripeschiamo una che merita: nella sua storia l’Italia ha segnato tre gol a Belfast, nessuno dei quali firmato da un giocatore nato in Italia. Trattasi infatti di Miguel Montuori (Argentina) e Alcides Ghiggia (Uruguay) nel 1957 e di Dino Da Costa (Brasile) nel 1958, azzurri nel discusso e discutibile periodo in cui la nostra Nazionale faceva uso massiccio dei cosiddetti “oriundi” (avete detto Joao Pedro?).

La doppietta più vecchia

Dopo aver tolto a Totti, tre settimane fa, il record di marcatore più anziano nella storia dell’Olimpico di Roma, Zlatan Ibrahimovic gli soffia un altro primato ancora più “pesante” (si fa per dire, siamo sempre nel grande mare magnum delle Statistiche Inutili). Stiamo parlando della doppietta più anziana della storia della serie A, dato significativo solo per noi fulminati: Ibra l’ha timbrata al Franchi a 40 anni, 1 mese e 17 giorni, mentre invece l’ormai ben poco Pupone aveva segnato quel celebre uno-due al Torino, la sera del 20 aprile 2016, a 39 anni, 6 mesi e 24 giorni. Ora Totti ha ancora da tremare per il primato che forse gli sta più a cuore, quello di marcatore più anziano della storia della Champions League: Ibra ha ancora (almeno) due cartucce da sparare, contro Atletico Madrid e Liverpool. Ma per Benjamin Zlatan la sensazione è che i primati di longevità si possano spingere molto più a fondo: per esempio, è appena salito sul podio dei marcatori più anziani della storia della serie A, sorpassando Vierchowod e accodandosi a Billy Costacurta e Silvio Piola.
E poi c’è anche il rovescio della medaglia, che non offuscherà più di tempo la splendida notte viola. La Fiorentina è infatti diventata la destinataria della doppietta più vecchia della storia della serie A, pochi mesi dopo aver incassato anche la tripletta più vecchia: parole e musica di Rodrigo Palacio, che lo scorso 3 maggio aveva battuto tre volte Dragowski a 39 anni e 86 giorni. Materiale per Ibra anche questo?

La doppietta più giovane

Titolo ingannevole: quella di Felix Afena-Gyan non è la doppietta più giovane della storia della serie A (il record appartiene a Pietro Pellegri, stabilito in Genoa-Lazio del 17 settembre 2017 quando aveva esattamente 16 anni e mezzo). Ma è la prima di un classe 2003, il che gli consente di entrare come ultimo iscritto nella lista piuttosto nobile dei più giovani “doppiettisti” della storia della serie A. I nomi più illustri: Pato per il 1989, El Shaarawy per il 1992, Dybala per il 1993, Kessié per il 1996, Rafael Leao per il 1999, Moise Kean per il 2000. Ma il giovane Felix aveva già fatto la storia già dieci minuti prima firmando lo 0-1, perché era diventato il primo classe 2003 anche a segnare un solo gol. Qui la lista è più bizzarra e frastagliata, perché tra un Romagnoli (1995) e un Locatelli (1998), tra un Okaka (1989) e un Kean (2000) spuntano anche nomi più singolari: chi si ricorda per esempio di Marco Vittiglio, classe 1994 in gol all’ultima giornata della stagione 2012-13 contro la Fiorentina con la maglia del Pescara stra-retrocesso? E allora rieccovelo, in tutto il suo splendore.

Balcani fioriti

Era mai successo che nello stesso giorno in serie A piovessero una doppietta di un calciatore serbo e una doppietta di un croato, com’è accaduto sabato scorso in Atalanta-Spezia (Pasalic) e Fiorentina-Milan (Vlahovic)? Aveva ragione quello storico che sosteneva che nella storia è già successo tutto: era infatti accaduto il lontano 10 dicembre 1995, quando le insegne serbe erano state innalzate da Marko Perovic, centrocampista della Cremonese di Gigi Simoni che aveva travolto 7-1 il malcapitato Bari di Eugenio Fascetti, quel giorno all’esordio sulla panchina pugliese. Per la Croazia aveva risposto il fortissimo Goran Vlaovic (senz’acca!) che a Padova ebbero la fortuna di gustarsi per due stagioni: doppietta a Pagliuca e Inter battuta 2-1 all’Euganeo. A completare il festival balcanico anche la già citata doppietta di un lungagnone di Malmo i cui genitori sono nati a Bijeljina (Bosnia Erzegovina) e Prkos (Croazia). E anche in Inter-Napoli la repubblica con la maglia a quadretti ha piazzato un altro mattoncino, con Ivan Perisic che al minuto 44 ha segnato il gol 44 in serie A, eguagliando nella classifica dei croati l’indimenticato Igor Budan (senza dimenticare Nikola Kalinic, che se ne sta acquattato a quota 43).

Grappolo Duvan

Una parentesi a Bergamo per aggiornare i numeri di Duvan Zapata, che in maniera un po’ laboriosa ha battuto su rigore Provedel e ha segnato il suo primo gol allo Spezia, ovvero la trentesima squadra su 31 purgata in serie A. La sua furia ha risparmiato solamente il Livorno, contro cui ha giocato appena 22 minuti in due scampoli di partita nel 2013-14: erano i tempi in cui il colombiano stava ancora prendendo le misure alla categoria e si ritagliava pochi minuti a Napoli, all’ombra di Higuain (guardatelo nel video qui sotto: è irriconoscibile). Tra una decina di giorni Zapata sarà chiamato a fare 31 su 32, quando affronterà per la prima volta il Venezia.

Non più di uno

La Juve vince all’Olimpico grazie alla prima doppietta in carriera di Leonardo Bonucci, con due rigori il secondo dei quali trasformato di giustezza e potenza nella porta mancata da Jorginho otto giorni prima. Sono rispettivamente i gol numero 28 e 29 in serie A di Bonucci, che fino a venerdì era in piena ascesa in una classifica curiosa e squisitamente Inutile: quella dei marcatori all-time della serie A che non hanno mai segnato nemmeno una doppietta. Solo un gol per volta, una specie di un-due-tre-stella meno macabro di quello immaginato in Squid Game. Così, se riterrà il caso, tirerà un sospiro di sollievo Fabio Pecchia, saldamente primatista con 41 gol segnati in 41 partite diverse. Ma tra quelli ancora in corsa – anche se per il momento emigrato al Watford – c’è anche Juraj Kucka, che in Italia è a 30 gol in 30 partite diverse.

Ole vs Old Men

Restiamo in zona Watford perché Solskjaer saluta e se ne va dopo l’ennesimo cappottamento della sua faticosa esperienza alla guida del Manchester United: 4-1 proprio a Vicarage Road contro gli Hornets di Claudio Ranieri, che diventa il terzo manager con più di 70 anni ad aver sconfitto i Red Devils nella storia della Premier League. Curiosamente, anche gli altri due hanno battuto il misericordioso Ole Gunnar: Roy Hodgson in Manchester United-Crystal Palace 1-3 del 19 settembre 2020 e Neil Warnock in Manchester United-Cardiff del 12 maggio 2019.

Frattesi, Frattesi ovunque

È sicuramente un periodo foriero di notizie su Davide Frattesi, che si sta distinguendo come uno dei migliori incursori del campionato e anche perché finisce sempre negli highlights delle partite del Sassuolo, per un motivo o per l’altro. Prima della pausa, contro l’Udinese, era riuscito a fare gol e autogol nel giro di undici minuti. Contro il Cagliari ha fatto un’altra doppietta ai limiti del paranormale, procurandosi un rigore (fallo di Lykogiannis) e causandone un altro quattro minuti dopo (fallo su Joao Pedro). Non troviamo traccia di un giocatore che nella stessa stagione, anzi addirittura in due partite consecutive, abbia piazzato una doppietta simile: se voi ne avete contezza, disturbateci anche ore pasti. A lunedì prossimo!