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Cronache di spogliatoio
Ha sbagliato un rigore decisivo all’Europeo in casa. Adesso vuole rifarsi di quella notte maledetta. Gareth Arold Southgate. Lui molto probabilmente sa come si...

Ha sbagliato un rigore decisivo all’Europeo in casa. Adesso vuole rifarsi di quella notte maledetta.

Gareth Arold Southgate. Lui molto probabilmente sa come si fa, ha in mano la ricetta giusta e, molto probabilmente, ne è consapevole. Lui c’è, in campo, quando l’Inghilterra subisce l’amarissima eliminazione in semifinale, contro la Germania, nell’Europeo giocato in casa nel 1996. Miglior risultato nella manifestazione dal 3° posto del 1968 per la Nazionale dei Tre Leoni.
Anzi, lui c’è e sbaglia anche il rigore che condanna i britannici all’uscita di scena: destro rasoterra, poco angolato, respinto da Andreas Köpke. Quindi perché dovrebbe sapere come si fa, se non ha vinto, ma anzi ha fallito, proprio nel momento decisivo?

Nato a Watford, il 3 settembre del 1970, dopo diciassette anni di carriera con Crystal Palace (cresciuto nelle giovanili), Aston Villa e Middlesbrough, si ritira al termine della stagione 2005-2006, sedendosi subito sulla panchina del Boro a partire dall’annata successiva. Tre anni poco brillanti, culminati con l’esonero nel 2009, dopo aver tentato la risalita in Premier League.
Riparte nel 2013, scelto dalla Football Association per la guida della Nazionale Under-21. Ed è proprio durante la sua gestione che vengono poste le basi per la ricostruzione, partendo dalle fondamenta. Stones, Ward-Prowse, Kane, Lingard, Loftus-Cheek. Passano tutti dal ‘St George’s Park National Football Centre’, investimento da oltre 100 milioni di sterline, inaugurato nell’ottobre del 2012 direttamente da William e Kate. Più di 130 ettari nel cuore del Paese, a circa 30 chilometri da Derby. Una piccola oasi in cui osservare, crescere, e formare i futuri talenti del calcio di Sua Maestà.

Dopo l’uscita ai gironi dell’edizione 2015 (sconfitta 1-3 contro l’Italia di Belotti e Benassi), gli Under inglesi arrivano in semifinale nell’edizione del 2017: quella è la selezione targata Aidy Boothroyd, attuale CT dell’Under-21, ma la gestione rimane marchiata dal timbro di Southgate che il 27 settembre del 2016 viene promosso sulla panchina della Nazionale maggiore, sostituendo il dimissionario Sam Allardyce. Chiude l’esperienza con l’Under-21 con 35 partite, 24 vittorie, 5 pareggi e 6 sconfitte; 78 gol segnati e 27 subiti: 68,57% di vittorie. La soddisfazione più grande arriva con la conquista del Torneo di Tolone, giocato tra il 18 e il 29 maggio del 2016, vinto in finale (1-2) contro la Francia dei vari Diallo (oggi al PSG) e Bamba (del Lille).
C’è da ripartire da zero, anche qui, portandosi dietro qualche mattone di sicuro affidamento. L’Inghilterra è reduce dalla mancata qualificazione agli Europei del 2008, dall’eliminazione agli ottavi di finale nel Mondiale sudafricano, le successive uscite al secondo turno ad Euro 2012 e 2016, e l’umiliante dipartita dal Mondiale in Brasile nel 2014, in un girone disastroso per le favorite (Italia compresa, ovviamente).
Qualificazioni al Mondiale di Russia letteralmente dominate. L’Inghilterra chiude il Gruppo F al primo posto, da imbattuta, con il miglior attacco (18 gol segnati) e la miglior difesa (3 gol subiti). Termina poi il Campionato del mondo al 4° posto (miglior risultato di sempre dopo la vittoria del 1966), ottenuto soltanto nel 1990 in Italia.

Il cammino non si ferma e prosegue a gonfie vele verso un livello sempre più alto.
Altro giro, altra corsa, altro primo posto, questa volta nel Gruppo 4 della Nations League 2018-2019, mettendo in coda Spagna e Croazia (vice-campione del mondo in carica). Il viaggio si interrompe in semifinale, contro l’Olanda, altra grande in cerca di nuovi successi dopo anni di crisi.

I violini di Southgate continuano ad accordarsi e a suonare sempre meglio. Una sola sconfitta nel percorso che porta l’Inghilterra alla qualificazione per il prossimo Europeo: il 19 ottobre del 2019, a Sofia, 2-1 contro la Bulgaria. Per il resto, 7 vittorie su 7 nel Gruppo A, due giocatori nei primi due posti della classifica marcatori: Harry Kane a quota 12 e Raheem Sterling a 8. Primo posto nel girone con 21 punti, 37 gol segnati (miglior attacco) e solamente 6 subiti (miglior difesa).
Tra Under-21 e Nazionale maggiore, sono 8 i ragazzi che Southgate ha utilizzato di più, portandoli praticamente sempre con sé: Harry Kane, John Stones, Eric Dier, Jordan Pickford, Jesse Lingard, Marcus Rashford, Raheem Sterling e James Ward-Prowse. Tutti (o quasi) erano presenti nell’ultimo elenco dei convocati dell’Inghilterra per le qualificazioni al Mondiale del 2022. Tutti tranne Jordan Pickford, che ha perso il posto da titolare fisso sia all’Everton sia in Nazionale.
Sì, Southgate sa come si fa. Perché i numeri della sua avventura da CT parlano chiaro: 52 panchine, 34 vittorie, 8 pareggi, 10 sconfitte, 65.38% di vittorie, 119 gol segnati, 2.28 a partita, 46 gol subiti, 0.88 a partita (ad aprile 2021). Un’Inghilterra molto giovane. Tutti i giocatori dell’ultima convocazione sono nati a partire dal 1990, leva di Kyle Walker e Kieran Trippier. Ci sono ben 10 giocatori ‘Under-25’: Dean Henderson (’97), Chilwell (’96), Reece James (’99), Saka (’01), Bellingham (’03), Rice (’99), Foden (’00), Mount (’99), Rashford (’97) e Calvert-Lewin (’97). Tradotto, il 38,46% degli ultimi convocati aveva un’età media pari a 22 anni e 140 giorni (al 31 marzo 2021).

Numeri, date, luoghi. Il 13 giugno prossimo, gara inaugurale a Wembley contro la Croazia, poi di nuovo nel tempio del calcio contro la Scozia (18 giugno) e contro la Repubblica Ceca (22 giugno). I ragazzi di Southgate, a seconda del piazzamento (ovviamente in caso di passaggio del turno), potrebbero poi fare tappa a Dublino (se chiuderanno primi il girone), oppure a Copenaghen, Bilbao, Glasgow o Budapest (in caso di secondo posto o tra le migliori terze), per gli ottavi di finale. L’obiettivo, più che sogno, è la semifinale. Significherebbe tornare a casa, a Wembley, dove si giocheranno entrambe le sfide (6-7 luglio) che decreteranno le due finaliste. Atto conclusivo che si giocherà (anche quello) nello stadio più importante del mondo, sulla Royal Route di Londra, la sera dell’11 luglio. Lo stesso giorno e lo stesso luogo in cui, 55 anni esatti prima, era iniziata la cavalcata trionfale dell’Inghilterra campione del mondo guidata da Sir Alfred Ramsey.

Un conto in sospeso col destino, con una maglia, una patria, una nazione intera.
Gareth Southgate vuole tornare in quello stadio, 25 anni e 15 giorni dopo quel maledetto rigore che forse gli ha fatto capire come si fa per vincere.

di Gabriele Codeglia

Gabriele Codeglia

Sono uno dei redattori di Cronache di Spogliatoio. Ho 21 anni e vengo da La Spezia. Studente al terzo anno di Scienze della Comunicazione e Società all'Università degli Studi di Milano, il calcio è la mia passione più grande. Ex arbitro FIGC, dal 2013 a gennaio 2019, arrivando fino all'Eccellenza.

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