Alessio Lisci sta facendo overperformare l’Osasuna in Spagna

by Giacomo Brunetti

Un allenatore italiano di cui non parla nessuno ci sta facendo scoprire una squadra spagnola che merita più attenzione: l’Osasuna, a -5 punti dal ritorno in Europa.

L’Osasuna non è come l’Athletic Bilbao, ma ha solo 3 stranieri in rosa: anche a Pamplona il sentimento e la visione sono molto radicati. La Navarra, la cui parte nord fa parte dei Paesi Baschi (e infatti diversi calciatori dell’Osasuna spesso si trasferiscono all’Athletic, questo per l’Osasuna rappresenta anche un problema per la cantera, ovviamente), la Navarra dicevamo è la regione dove c’è Pamplona, anche qui l’attaccamento alla squadra è fortissimo (lo stadio El Sadar è sempre pieno e stanno provando a ingrandirlo) e pure la quota dei navarri è alta.

Alessio Lisci è l’allenatore, arrivato in estate dopo aver miracolosamente portato il Mirandés, paesino di 35mila abitanti, a una partita dalla promozione ne LaLiga. Non è un esordio nella massima serie: nel 2020, a 34 anni, era stato promosso a primo allenatore del Levante, dove aveva vinto tutti con le giovanili. Romano, aveva solo un sogno in adolescenza: diventare allenatore: partito da una società dilettantistica di Roma, con l’Università ha fatto tirocinio alla Lazio e nel 2011 è partito per la Spagna con una borsa di studio: dieci anni al Levante fino alla prima squadra.

Adesso l’Osasuna è nella prima metà della classifica, addirittura davanti a Bilbao, Siviglia e Valencia. A gennaio ha inserito Javi Galan dall’Atlético Madrid e Raul Moro all’Ajax. Operazioni intelligenti, in prestito, perché di soldi nel campionato spagnolo nelle piccole non ce ne sono molti. Ha anche il suo Nico Paz: Víctor Muñoz Villanueva, nato a Barcellona ma forgiato dal Real Madrid, è alla sua prima esperienza fuori dai Blancos e ha già attirato gli occhi su di sé.

Guida l’attacco una vecchia conoscenza italiana: Ante Budimir, attaccante del Crotone dei miracoli e che, nelle 6 stagioni spagnole della sua carriera, ha raggiunto per 5 volte la doppia cifra (quest’anno sono 11 reti in 22 partite). L’uomo in vetrina, oltre al centrocampista Moncayola, è sicuramente il difensore 24enne Boyomo. Viene da 4 risultati utili consecutivi, a -5 dalla zona europea. Con una mano italiana di soli 40 anni che adesso ha recuperato anche il suo miglior Aimar.