Carcere, multe, il “no” di Ziyech. Eppure il Marocco va in Qatar

by Redazione Cronache

Vince 4-1 in casa contro la Repubblica Democratica del Congo, a Casablanca: per la sesta volta parteciperà a un Mondiale. Anche nel 1994 e nel 1998 il Marocco ha giocato due tornei di fila, ma poi è servito attendere vent’anni tondi per la successiva qualificazione, a Russia 2018. Il prossimo inverno però i Leoni dell’Atlante voleranno in Qatar. Dei quattro gol al Congo, due – i primi in Nazionale, alla quarta presenza! – sono di Azzedine Ounahi, 21enne dell’Angers. Uno di Tarik Tissoudali. L’ultimo è del marocchino forse più noto, l’ex interista Achraf Hakimi. Infranti così i sogni del Congo, di Cédric Bakambu e Dieumerci Mbokani, 36 anni, entrato nel finale di gara per l’inutile assalto. Nella rosa del Marocco trovi nomi conosciuti: c’è l’ex genoano El Yamiq, l’ex bolognese Masina, il viola Amrabat, En-Nesyri e Munir che giocano a Siviglia col portiere Bono. Pensa, mancano Ziyech e Mazraoui: hanno rifiutato entrambi la convocazione del c.t. Halilhodžić.

Bosnia, Marsiglia e Ungheria

Già, Valid Halilhodžić. Bosniaco, 69 anni, il Qatar sarà il suo quarto Mondiale, con quattro nazioni diverse. Nel 2010 guidava la Costa d’Avorio, nel 2014 l’Algeria – out agli ottavi facendo sudare la Germania poi campionessa del mondo – e nel 2018 il Giappone. In Russia Halilhodžić ha incontrato il Marocco, allora guidato dal c.t. Hervé Renard, dalla leadership di capitan Benatia e dalla leggiadria di Hakim Ziyech. Dall’agosto 2019, invece, anziché Renard c’è Halilhodžić, reduce da un anno in Francia a Nantes. Benatia s’è ritirato, mentre Ziyech – come detto – ha rifiutato la convocazione. In campo oggi trovi il sopracitato El Yamiq, 8 presenze al Genoa tra 2018 e ‘20, affianco a Romain Ghanem Saïss, 32enne del Wolverhampton ma tifosissimo del Marsiglia. Ma pure Youssef En-Nesyri, nato a Fés come l’ex milanista Adel Taarabt, che non viene convocato dal 2019 ma è titolare al Benfica. Infine, i due fratelli Mmaee: Samy, 25 anni, difensore e Ryan, 24 anni, attaccante. Iniziano la carriera assieme, allo Standard Liegi, ora giocano in Ungheria, al Ferencváros. Padre camerunense, hanno scelto entrambi i Leoni dell’Atlante. Affare di famiglia.

 

Tissoudali, gol e carcere

Il gol dell’andata lo segna un attaccante subentrato, Tarik Tissoudali, che è nato ad Amsterdam, ha 28 anni, gioca in Belgio e prima della Coppa d’Africa aveva 20mila followers su Instagram. Oggi sono oltre 290mila: «Non m’importa di essere una star. Quel gol lì è stato speciale, il mio primo in Nazionale». Sì, perché avrà pure 28 anni ma ha esordito solo il 10 gennaio scorso. Merito della sua stagione al Gent: già 15 gol in 27 partite di Serie A belga. Uno di quei 15 peraltro lo segna il 6 febbraio scorso, al Bruges, ed esulta mostrando una maglietta col nome di Rayan, il bimbo marocchino tragicamente caduto in un pozzo. Ma Tissoudali è noto ai media pure per due motivi. Uno è quando è finito una notte in carcere, erroneamente scambiato per un corriere della droga. L’altro è un amico senzatetto, svizzero, a cui spesso lui dona del cibo: «Se tu hai lo stomaco pieno, ma chi ti sta attorno soffre la fame, non sei un buona persona», ha raccontato.

 

Marocco, Ebola e tanti gol

Tra 2014 e 2016, l’epidemia di Ebola partita dalla Guinea semina morte in Africa: oltre 11mila decessi in meno di 30mila casi. Il Marocco deve ospitare la Coppa d’Africa 2015, ma rifiuta di organizzarla per paura del contagio. La Federazione africana, CAF, ordina di mantenere l’impegno preso. Il Marocco dice ancora di no. Risultato? Multa di un milione di dollari e le due seguenti Coppe d’Africa – 2017 e 2019 – saltate d’ufficio. Poi la multa viene ridotta a 50mila dollari e sparisce il divieto di partecipazione ai due tornei, ma la Nazionale era ugualmente da ricostruire. Ci ha pensato Renard. Halilhodžić ne raccoglie i frutti. In 8 gare di qualificazione, zero sconfitte e 25 gol segnati. Se non fosse che l’Algeria ne ha realizzati due in più, sarebbe record (ma intanto Mahrez e compagni non andranno in Qatar). Poi c’è il fattore Hakimi: 23 anni, 50 presenze con la Nazionale e secondo Mondiale di fila. Numeri: nelle 27 partite da c.t., Halilhodžić ha convocato 59 uomini diversi. Forse non c’è bisogno di Ziyech, dopo tutto…