Ha scritto una tesi di laurea sul dribbling e ora fa impazzire la Premier

by Lorenzo Lombardi
mitoma dribbling

Kaoru Mitoma è la stella più luminosa del Brighton di De Zerbi, capace di incantare per idee e concetti di gioco, e allo stesso tempo in grado di guadagnarsi un posto in Europa. Prima dell’arrivo del manager italiano, l’ala giapponese era un ‘oggetto misterioso’ in casa dei ‘Seagulls’; con Potter non c’era l’alchimia giusta, creatasi invece con Roberto, fondamentale per la sua ‘esplosione’. Oggi è uno dei migliori attaccanti della Premier, anche a livello statistico. La sua è una storia particolare, un percorso tortuoso partito da lontano. Potremmo dire che tutto è iniziato pochi anni fa, da una tesi universitaria.

La scelta del giovane Mitoma

All’età di 19 anni, Mitoma rifiutò un contratto professionistico, propostogli dal Kawasaki Frontale, squadra della J1 League, dopo aver trascorso otto anni nell’accademia del club. Il motivo? Mitoma riteneva di non essere pronto fisicamente. Preferì iscriversi all’Università di Tsukuba, per studiare scienze motorie e imparare ancora di più sul proprio corpo. Giocando per la squadra universitaria, livello discretamente alto e considerato in Giappone, ha iniziato ad analizzare il suo dribbling e come poterlo migliorare. Per concludere il percorso quadriennale ha scritto una vera e propria tesi sull’arte del dribbling. Sfruttando l’aiuto di compagni di corso e professori, ha analizzato questo fondamentale da vari punti di vista.

«Ho imparato che i migliori giocatori non guardano la palla. Guardano avanti, mantenendo il controllo senza doversi guardare i piedi. Questa era la differenza. Ero uno dei migliori dribblatori in quel momento, ma non ero eccezionale. Ho messo telecamere sulla testa dei miei compagni di squadra per studiare dove e cosa stavano guardando e come gli avversari si posizionavano».

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Nella sua continua ricerca di miglioramento, Mitoma ha sfruttato ogni fonte possibile. Affascinato anche dall’alimentazione degli sportivi, ha persino chiesto aiuto a Satoru Tanigawa, ex ostacolista giapponese alle Olimpiadi di Sydney e Atene, per chiedere consigli sulla tecnica di corsa.

I frutti della sua scelta

La sua decisione ha ‘pagato’ e lo ha portato a firmare un accordo professionale con il Kawasaki Frontale per la stagione 2020. Nella sua prima stagione, ha segnato 18 gol in 37 partite, seguiti dagli 8 della stagione successiva, prima che gli occhi esperti degli scout del Brighton lo notassero.

Ha firmato per il club inglese un contratto quadriennale ed è subito andato in prestito all’Union Saint Gilloise, altra squadra del presidente Bloom, per fare i conti con il calcio europeo.

La prima scintilla

Saint Gilloise in svantaggio per 2-0, in 10 uomini, contro il Seraing. Piuttosto che cercare di limitare i danni, l’allenatore Felice Mazzu fece una sostituzione, apparentemente disperata, a fine primo tempo. Fece così esordire Kaoru Mitoma e, ciò che è successo dopo rimarrà nella storia del club belga: nei suoi primi 45 minuti segna una tripletta e ribalta, da solo, il risultato. Una vittoria 4-2 che proiettò il club in testa al campionato, e che annunciò la nascita di una nuova stella.

Le qualità di Kaoru

Pochissimi giocatori sono in grado di tormentare i terzini avversari come lui. È l’ennesimo esempio della programmazione e del successo del reparto scouting del Brighton e, se continua così, presto sarà il prossimo talento a essere venduto per milioni di euro. Nel frattempo lui continua a stupire e a realizzare prodezze balistiche incredibili. Come il gol del vantaggio contro i Wolves: se non l’avete ancora visto, vi consigliamo di farlo; dal primo all’ultimo tocco, 7 secondi per partire da metà campo, saltare 5 avversari, e depositare in rete con una lucidità fuori dal comune. Testa alta, controllo totale di pallone e spazio. Cinque tocchi per superare Semedo e altri cinque per arrivare dritto in porta.

Sembra aver studiato molto bene i concetti principali di un vero dribblatore, tanto da riuscire a portarli in campo per superare anche i migliori difensori al mondo.