Nayef Aguerd, chi è il difensore marocchino pagato quanto Dembélé

by Matteo Albanese
Nayef Aguerd

«Un giorno esco di casa con le scarpe nuove bianche, torno a casa e sono marroni. Mia madre è arrabbiatissima, vuole che le butti via. Sai cos’ho fatto? Ho preso le scarpe, le ho seppellite in una buca nella sabbia e il giorno dopo sono tornato a prenderle». Nayef Aguerd nascondeva le scarpe da ginnastica in Marocco, da piccolo, e l’anno prossimo giocherà in Premier League. Il West Ham lo ha acquistato il 20 giugno, per 35 milioni dal Rennes. Miglior cessione nella storia del club: il difensore marocchino ceduto allo stesso prezzo di Ousmane Dembélé, che nel 2016 si è trasferito al Borussia Dortmund. Ma torniamo ad Aguerd. Sempre in un’intervista a So Foot a gennaio 2021, racconta: «Mi piaceva troppo giocare all’aperto. Non servivano le scarpe, bastavano le infradito. Mia madre non voleva farmi giocare. Davanti ai miei amici non mi rimproverava, a casa invece… un giorno, prima di farmi la doccia, mi ha colpito con una pantofola!».

«Se cerchi, trovi il suo nome»

Nayef Aguerd nasce il 30 maggio 1996 a Kénitra. Il luogo di nascita non è casuale: il padre e lo zio hanno giocato a lungo nella Serie A marocchina: «M’Jid, mio zio, ha pure giocato in Nazionale. Se cerchi il Kénitra, trovi il suo nome». Sua madre invece lavora in un asilo nido e, come detto, non approvava propriamente che Nayef fosse entrato nelle giovanili del Kénitra. Poi un giorno, come per magia, in un’amichevole, viene notato da un osservatore. È un osservatore dell’Académie di Mohammed VI, la prestigiosa scuola calcio voluta nel 2009 dal re del Marocco, a cui è dedicata. Aguerd ha 12 anni. Accetta l’offerta, lascia la famiglia e si trasferisce nella periferia della capitale Rabat. Qui gioca due anni a centrocampo e conosce due connazionali celebri: Hamza Mendyl, ex Schalke 04, e Youssef En-Nesyri, del Siviglia. Infine Aguerd prende il diploma di liceo scientifico, non senza mangiare di nascosto le barrette Kinder. Ma la dieta va rispettata, lui viene beccato e per punizione viene svegliato alle 5 di mattina per andare a correre. Adunata.

 

Aguerd, il Corano, Gourcuff

Nel 2013, Aguerd ha 17 anni. Sta per firmare il contratto col Valencia, ma gli spagnoli cambiano idea e salta tutto. Che delusione. Come se non bastasse, in partitella si frattura un polso e finisce sotto i ferri. Dalle stelle alle stalle. Aguerd torna nei dilettanti e nel 2014 firma il primo contratto, col Fath Union Rabat: Fath è il 48° capitolo del Corano, in arabo (فوز) vuol dire “vittoria”. Nomen omen: a fine anno vince la Coppa del Trono, la Coppa nazionale marocchina. E pure l’Europa è solo rimandata. Il 12 giugno 2018, infatti, Nayef Aguerd firma col Digione. Sembra che la sfortuna lo abbia abbandonato – al debutto in Ligue 1, segna un gol nel 4-0 al Nizza – quando ecco che di colpo ritorna. Nelle due stagioni successive, difatti, Aguerd gioca sole 25 partite di campionato, ma segna 4 gol. Gli infortuni non gli danno tregua: inguine, ginocchio, caviglia, coscia. Eppure si mette in mostra. Il primo anno gioca assieme all’ex milanista Yoann Gourcuff, l’anno dopo con lo juventino Mavididi. In ambo gli anni, il Digione si salva. Poi Aguerd parte e i Rossi retrocedono.

 

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Dalbert, Champions e Benatia

A Ferragosto 2020, Aguerd fa un altro bel passo avanti. Il Rennes lo acquista per 5 milioni di euro e anche qui la prima impressione è ottima: come col Digione, segna al debutto e pure stavolta al Nizza. Non campionato ma amichevole, un colpo di testa che stavolta non evita la sconfitta (2-3). Aguerd debutta poi in Champions, con l’ex torinista Gomis, Dalbert, Nzonzi e Daniele Rugani. Ma il Rennes stecca: 5 sconfitte nel girone con Krasnodar, Siviglia e Chelsea. Tutte senza tifosi allo stadio: colpa del Covid-19 e di una nuova normalità, senza precedenti. Ma a fine anno il Rennes è sesto e si qualifica alla Conference League. Finisce in testa al girone davanti al Vitesse – il club olandese legatissimo al Chelsea –, col Tottenham di Antonio Conte sorprendentemente fuori. Fuori come Aguerd dai convocati per il Mondiale 2018. Peccato: il Marocco torna dopo 20 anni a un grande torneo, ma in difesa c’è concorrenza. Benatia, Saïss, da Costa. E quando l’ex Udinese, Roma e Juventus si ritira, Aguerd prende il suo posto. Non male, per chi come lui nascondeva le scarpe nella sabbia…