Da Balotelli a Dolberg (e serie tv). Così il Nizza è la sorpresa di Francia

by Redazione Cronache

«Sans arme ni haine ni violence». Senza armi, né odio, né violenza. Il 19 luglio 1976, Albert Spaggiari ha 44 anni. Per due mesi, ha scavato nelle fogne di Nizza e si è aperto un cunicolo di 8 metri che passa proprio sotto la Société Générale, la principale banca della città. Nessuno si accorge di nulla. Il 19 luglio Spaggiari penetra nella banca e in tre giorni svuota comodamente l’intero caveau. «È la rapina del secolo». La polizia lo arresta solo tre mesi dopo, lui confessa: «Ho fatto tutto senza armi, né odio, né violenza». Poi evade. Quarant’anni dopo, nel dicembre 2016, al Tolosa tocca una trasferta a Nizza. Il tecnico Pascal Dupraz rispolvera la citazione: «Dovremo vestire i panni di Spaggiari». E invece il Nizza vince 3-0 ed è matematicamente campione d’inverno. A maggio il campionato lo vince il PSG, ma in Costa Azzurra è comunque una stagione storica. Senza Ben Arfa, salutato l’allenatore Claude Puel, Lucien Favre riusciva in un miracolo. I protagonisti? Dante, ex Bayern Monaco, e SuperMario Balotelli arrivato in estate: 8 gol in 8 gare di Ligue 1.

 

Nizza, il petrolio e una serie tv

L’estate prima, il 10 giugno 2016, il presidente Jean-Pierre Rivère – facoltoso imprenditore nel settore del marketing immobiliare – cede l’80% della proprietà a una cordata cinese e americana guidata da Chien Lee e Alex Zheng. Le aspettative sono altissime. In ballo non c’è solo calcio: pure lo sviluppo del turismo nel Sud della Francia e lo sfruttamento del terzo aeroporto francese per traffico passeggeri. Passano tre anni e la situazione è drammaticamente evoluta in un diffuso malcontento. In questo clima infuocato, il 26 agosto 2019 il gruppo INEOS sbarca a Nizza. A capo del conglomerato petrolchimico c’è l’uomo più ricco del Regno Unito. Due giorni dopo è derby col Marsiglia. Il Nizza perde, i tifosi sfogano la rabbia in striscioni omofobi ma salutano la nuova proprietà: «Welcome, Sir Ratcliffe». Dal ciclismo al calcio. INEOS fa le cose in grande: promette investimenti importanti e realizza una serie tv in tre puntate, “Nissa”, lanciata su YouTube tra il delirio collettivo.

 

Rolex, mare e tanti gol

Domenica scorsa, il Nizza vince 3-0 in trasferta a Brest. Segnano i tre tenori: Dolberg, Delort e Gouiri, rispettivamente 5, 6 e 9 reti finora in Ligue 1. Kasper Dolberg Rasmussen ha 24 anni: è il primo colpo dell’era INEOS. Arriva a Nizza e Diaby-Fadiga, suo compagno di squadra, gli ruba il Rolex. Parla poco, fatica ad ambientarsi, i tifosi lo prendono di mira chiamandolo “blondinette”, la biondina. Poi però segna 11 gol, compreso un tap-in al 93’ il 7 marzo 2020, nel derby col Monaco all’Allianz Riviera, ultima partita prima dello stop al campionato per Covid. Quel gol porta il Nizza in Europa League (dove uscirà alla fase a gironi). Andy Delort ha 30 anni e ha detto no alla convocazione in Coppa d’Africa con la sua Algeria – ne ha vinta già una, nel 2019 – pur restare al club. Ha giocato in Inghilterra e Messico, poi Montpellier: «C’è il mare pure a Nizza, questo mi facilita l’adattamento». E poi c’è Amine Gouiri: comprato per 7 milioni di euro a luglio 2020 dal Lione, al primo anno fa 16 gol (4 in Europa League) e oggi di milioni ne vale 45. Les Aiglons, le aquile, si fregano già le mani.

 

Sole, CommanDante e Miliardari

Temperatura media di 17°, oltre 2700 ore di sole all’anno. Nizza è la città più assolata d’Europa e la squadra più giovane di Ligue 1: 23.3 anni in media, su cui gravano le 37 primavere di Dante, il difensore brasiliano ex Bayern arrivato dal 2016 e oggi capitano col nickname CommanDante. A guidare i ragazzini terribili non è più Patrick Vieira ma Christophe Galtier, campione di Francia a maggio col Lilla. Chiedeva rinforzi, INEOS l’ha accontentato: i tre olandesi Stengs, Rosario e Patrick Kluivert, prestato dalla Roma, l’ex Juventus Mario Lemina e Todibo, riscattato dal Barcellona. Assieme a loro c’è Khéphren Thuram, figlio di Lilian e fratello di Marcus. Eppure Le Gym, “la palestra”, fondata nel 1904 e dal 1924 ufficialmente chiamata OGC Nice, ovvero Olympique Gymnaste Club de Nice, non vince un campionato dal 1959. Negli anni Settanta era le club des Miliardaires, negli Ottanta una squadra finanziariamente in crisi. Ora i miliardari sono arrivati per davvero, e parlano americano. Se fino al 2002 il Nizza giocava mestamente in seconda serie francese, ora sogna il grande colpo. Macché banche, che avete capito? Non c’entra Spaggiari. Semmai, piuttosto, sorpassare il PSG distante oggi 11 punti.