Piotr Zielinski, l’uomo in più del Napoli

by Redazione Cronache
zielinski

di Andrea Sperti

Avere talento è un vantaggio, ma non sempre basta. In ogni ambito, infatti, non contano solo le proprie caratteristiche, è necessario sapersi integrare con il resto del contesto, senza rischiare di risultare fuori traccia.

Piotr Zielinski, trequartista del Napoli, pare aver trovato la squadra giusta nella quale consacrarsi definitivamente, il suo posto nel mondo. Quella partenopea è una tifoseria magica, una piazza esigente che, però, sa coccolare ed esaltare i suoi beniamini. A quelle latitudini il talento lo riconoscono subito e cercano di tirarlo fuori, perché hanno fame di vittorie e campioni. Per giocare a Napoli ci vuole personalità, la stessa che ha avuto il fantasista polacco, quando da giovanissimo ha lasciato la sua famiglia per trasferirsi in Italia, destinazione Udine, un club che ha sempre avuto la capacità di arrivare prima degli altri.

Gli inizi

L’Udinese lo ha scoperto in patria e prelevato dallo Zaglebie Lubin per 100 mila euro, una cifra che con il senno di poi pare irrisoria rispetto al valore del ragazzo. Che Zielinski avesse un gran futuro davanti lo hanno capito tutti fin da subito, sebbene quel giovane magrolino sembrasse troppo discontinuo. Si accendeva e si spegneva durante la partita e solo le urla del suo allenatore gli permettevano di restare sempre sul pezzo, pronto a saltare con facilità il suo diretto avversario o a servire in profondità un suo compagno con un passaggio illuminante.

Il classe ’94 ha esordito in Serie A il 2 dicembre del 2012, durante un Udinese-Cagliari terminato 4 a 1 per i bianconeri. In quell’occasione Zielinski è stato schierato da mezzala, ruolo che ha sempre interpretato con naturalezza fino all’arrivo a Napoli. Già ad Empoli, in ogni caso, Piotr ha iniziato ad occupare una porzione di campo differente, posizionandosi alle spalle delle due punte, per inventare e disegnare giocate d’alta scuola. In quel ruolo ha meno compiti difensivi ed è più lucido negli ultimi metri, sia per concludere da fuori che per entrare in area di rigore con il pallone tra i piedi.

Le statistiche

La prima rete in Serie A dell’attuale fantasista azzurro è arrivata, invece, il 24 ottobre del 2015, a quasi 3 anni di distanza dall’esordio nel massimo campionato italiano. Zielinski ha segnato il suo gol in Italia contro il Genoa e da allora non si è più fermato, sebbene il suo rapporto con le reti sia parecchio particolare. In alcune stagioni il classe ’94 è riuscito a segnare con continuità, mentre in altre la porta avversaria sembrava stregata, nonostante le tante occasioni create. Quest’anno, a dir la verità, Piotr sta disputando una stagione magnifica anche dal punto di vista realizzativo, con 8 gol e 10 assist a 2 giornate dal termine del campionato.

Secondo i dati riportati da Kickest, Zielinski è primo nella classifica degli assist in Serie A insieme a Cuadrado, Mkhitaryan, Lukaku e Malinovskyi e tutti i suoi 8 gol sono arrivati senza battere un calcio di rigore. Anche nella classifica dei dribbling riusciti, il numero 20 azzurro è al secondo posto tra i centrocampisti, alle spalle del solo De Paul. Insomma, questi numeri certificano l’ottima stagione che il polacco sta disputando con la compagine allenata da Gattuso, un tecnico che ha sempre creduto in lui. Proprio l’allenatore dei partenopei ha parlato in conferenza stampa del talento cristallino del suo trequartista, con il quale spesso adotta il vecchio metodo di bastone e carota, con urla intervallate da elogi:

«Zielinski è un giocatore che danza sul pallone, riesce a fare delle cose incredibili, è un centrocampista completo che ha tutto per diventar un grandissimo. Sulla trequarti sta facendo molto bene, gli manca solo un pizzico di cattiveria, mi aspetto tanto da lui».

L’impegno nel sociale

La sua fama non la ha allontanato dalla sua terra d’origine ed anzi Piotr è sempre attivo anche con iniziative sociali in Polonia. Il trequartista azzurro, infatti, si è distinto per aver dato vita ad un’importante attività benefica, acquistando due edifici per ristrutturarli e renderli fruibili come orfanotrofi. I suoi genitori sono da sempre impegnati nel sociale e fin dal 2002 si prendono cura dei bambini che vengono affidati loro tramite i servizi sociali. Il calciatore napoletano, quindi, è abituato a condividere tutto con i meno fortunati e, con i primi guadagni ottenuti dal calcio, ha deciso di fondare l’associazione “Piotrus Pan”, con le strutture sopra citate che fungono da vere e proprie case per questi bambini, che durante l’estate hanno anche la fortuna di passare del tempo proprio con Zielinski.

Futuro tra sogni e realtà

L’obiettivo del Napoli è chiaro e con 6 punti nelle prossime 2 partite gli azzurri sarebbero certi di disputare la prossima Champions League, nonostante tutti i problemi di questa lunga e faticosa stagione. Ad un certo punto del campionato, Zielinski ha preso per mano la squadra, guidandola con personalità e coraggio lontano dai mugugni e dalle critiche. Con lui in campo il Napoli ha saputo effettuare una rimonta pazzesca, recuperando punti praticamente a tutti. Se la formazione di Gattuso avesse avuto una continuità di rendimento differente, probabilmente anche in questa stagione avrebbe potuto lottare per traguardi ancor più prestigiosi, soprattutto in Europa.

Il contratto del trequartista polacco è in scadenza nel 2024 e Piotr pensa solo al futuro nel Napoli. Di sicuro in estate e durante le prossime sessioni di calciomercato molti club busseranno frequentemente alla porta di Aurelio De Laurentiis, per chiedere informazioni sul costo del cartellino di Zielinski. Il classe ’94, in ogni caso, non vuole muoversi dal suo attuale club ed anzi desidera bissare l’unico trofeo ottenuto in carriera, la Coppa Italia dello scorso anno. Vincere uno Scudetto, o quanto meno lottare fino all’ultimo per farlo, a Napoli equivale a titoli e bacheche piene da altre parti e forse è proprio questo quello che è mancato agli azzurri nell’ultimo periodo. Non appena i tifosi potranno tornare sugli spalti, il pubblico partenopeo potrà esaltarsi ad ogni giocata del polacco, che non vede l’ora di far tremare di gioia il suo stadio. Adesso è lui l’uomo in più del Napoli.