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Cronache di spogliatoio
Fergus Suter – Il primo calciatore professionista della storia Fergus Suter – Il primo calciatore professionista della storia
di Gabriele Codeglia Si chiamava Fergus Suter. Dobbiamo tornare indietro alla metà del XIX secolo per raccontarvi del primo calciatore professionista della storia. Siamo... Fergus Suter – Il primo calciatore professionista della storia

di Gabriele Codeglia

Si chiamava Fergus Suter.
Dobbiamo tornare indietro alla metà del XIX secolo per raccontarvi del primo calciatore professionista della storia.
Siamo a Glasgow, è il 21 novembre del 1857. Il calcio, inteso e praticato come lo conosciamo noi oggi, di fatto non è ancora stato riconosciuto. Si dovrà attendere circa sei anni, il 26 ottobre del 1863, perché a Londra, in Great Queen Street presso la Free Mason’s Tavern (la ‘taverna dei Framassoni’ o ‘dei Liberi Muratori’), si diano appuntamento i rappresentanti di undici club e associazioni sportive londinesi per creare la prima federazione calcistica nazionale, una struttura unitaria che prenderà il nome di Football Association.
Nel frattempo, sempre nel 1857, neanche un mese prima che tale Fergus Suter venga alla luce, è fondato il primo club della storia di questo gioco: è lo Sheffield Football Club, che oggi milita in Northern Premier League South East (ottavo livello del calcio di Sua Maestà).

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Trasferta

La carriera di Fergus Suter inizia, a diciannove anni, nel Partick F.C., società fondata nel 1875 e poi sciolta dieci anni più tardi. Questa non è da confondersi con il Partick Thistle F.C. che oggi milita in terza serie scozzese.
Il Partick gioca le proprie gare casalinghe a Inchview, un campo sportivo situato nel quartiere di Whiteinch, zona prettamente industriale nel nord-ovest di Glasgow, sul fiume Clyde.
Il 1° gennaio del 1878, Suter viaggia verso l’Inghilterra assieme alla propria squadra per disputare un match al ‘Barley Bank’, stadio di cricket e football situato a Darwen, cittadina a pochi chilometri da Blackburn, nell’ovest dell’Inghilterra. Lì affronta l’omonimo club locale, il Darwen appunto (dissolto nel 2009); mentre il giorno successivo la sfida è contro il Blackburn Rovers all’Alexandra Meadows.
Le sue eccellenti prestazioni come ‘difensore centrale’ impressionano gli addetti ai lavori inglesi. Come riporta Il Calcio Inglese,

«Suter spiccava per il fisico esile, quasi minuto, che portava spesso molti avversari a sottovalutarlo. Avversari che poi finivano per essere anticipati senza pietà da un difensore scaltro come pochi, che sapeva trattare il pallone come un attaccante e giocava sempre di anticipo. Sapeva leggere le partite come pochi ed era capace, cosa assolutamente inusuale all’epoca, di impostare il gioco dalle retrovie».

Così, si scatena una vera e propria asta tra le due squadre che il Partick aveva fronteggiato in quei due giorni, ovvero il Darwen e il Blackburn.

Scalpellino

Suter di mestiere fa lo scalpellino, in parole povere… taglia le pietre. Ma ben presto abbandona il proprio lavoro, stando alle fonti perché «la pietra inglese era troppo dura e difficile da lavorare».
Così accetta l’offerta del Darwen. Letteralmente lo pagano per giocare a calcio, solamente per fare quello, e per Suter ovviamente quel contratto diventa l’unica fonte di reddito, più che sufficiente per vivere. All’epoca, però, il termine ‘professionista’, per un calciatore, è ancora pura e semplice utopia: non ci sono regolamenti che chiariscano questa posizione. In sostanza, non può esistere il calciatore come lavoratore. Per questo, il suo trasferimento e la retribuzione che il Darwen gli garantisce destano non poco scalpore nell’Inghilterra di Edoardo VII.

Blackburn

Resta al Darwen per due anni, tra il 1878 e il 1880, e in seguito passa ai rivali del Blackburn Rovers, che finalmente lo portano in squadra dopo averlo corteggiato due anni prima.
Il trasferimento inasprisce ancora di più le polemiche dell’opinione pubblica e accentua una rivalità tra i due club che fino a quel tempo, in confronto, era stata molto meno sentita. Al centro delle critiche ci sarebbe un contratto più ricco e sostanzioso offertogli dai Rovers, oltre appunto al fatto di essere passato da un club a quello rivale.
Gioca per ben 9 anni con la maglia biancoblu, fino al 1889. In quel periodo, Suter vince consecutivamente 3 FA Cup, la competizione più antica del mondo:

  • il 29 marzo 1884, ore 15:00, al Kennington Oval di Londra, 2-1 sul Queen’s Park F.C. (formazione scozzese);
  • il 4 aprile 1885, stesso orario e stesso impianto, sempre contro il Queen’s Park F.C., questa volta per 2-0;
  • il 10 aprile 1886, necessario il replay dopo lo 0-0 di una settimana prima, al Racecourse Ground di Derby, questa volta contro il West Bromwich Albion, 2-0.

Fergus Suter chiude la propria carriera a soli trent’anni.
In un’intervista al Lancashire Daily Post del 1902, il cui seguente estratto è stato riportato dal Mirror, Suter dichiara: 

«Beh, non avevamo uno stipendio fisso, ma ogni tanto si andava a battere cassa dal tesoriere a seconda delle occasioni. Potevamo stare anche tre settimane senza ricevere nulla e poi chiedere 10 sterline. Non abbiamo mai avuto alcuna difficoltà».

Una volta appesi gli scarpini al chiodo, Suter rileva il The Millstone Hotel. Questa struttura esiste ancora e si trova a Bridge Street, Darwen, Lancashire, BB3 1BT.
Dalla Scozia all’Inghilterra, da Glasgow a Darwen, da scalpellino a calciatore professionista, di fatto il primo della storia, capace poi di reinventarsi imprenditore, prima di spegnersi a Blackpool sulla costa ovest del Paese, a circa 50 chilometri dalla ‘sua’ Darwen, il 31 luglio del 1916, a cinquantotto anni.
Fergus Suter, pioniere tra gli amatori.

Gabriele Codeglia

Sono uno dei redattori di Cronache di Spogliatoio. Ho 21 anni e vengo da La Spezia. Studente al terzo anno di Scienze della Comunicazione e Società all'Università degli Studi di Milano, il calcio è la mia passione più grande. Ex arbitro FIGC, dal 2013 a gennaio 2019, arrivando fino all'Eccellenza.

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