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Cronache di spogliatoio
Sampdoria 2014/15, che fine hanno fatto gli eroi dell’Europa League? Sampdoria 2014/15, che fine hanno fatto gli eroi dell’Europa League?
di Gabriele Buzzalino Nella stagione 2014/15 la Sampdoria riuscì a qualificarsi per l’Europa League con dei sorprendenti risultati fuori da ogni pronostico. Conquistando il settimo... Sampdoria 2014/15, che fine hanno fatto gli eroi dell’Europa League?

di Gabriele Buzzalino

Nella stagione 2014/15 la Sampdoria riuscì a qualificarsi per l’Europa League con dei sorprendenti risultati fuori da ogni pronostico. Conquistando il settimo posto al termine delle 38 giornate, la squadra di Mihajlovic raggiunse comunque il traguardo a causa della mancata concessione della licenza UEFA ai rivali del Genoa, che si erano piazzati in sesta posizione.

Ma che fine hanno fatto i protagonisti di questa impresa? Chi di questi, dopo il grande risultato, ha fatto il salto di qualità? Chi, invece, è sparito dai radar? Tutte domande che troveranno risposta in questo approfondimento.

PORTIERI

Viviano

Il portiere blucerchiato è un esempio di chi, dopo quel periodo, ha avuto un’involuzione non da poco. Dopo 4 anni con la Samp, Emiliano Viviano viene svincolato, contando 155 gol subiti in 115 presenze. Lo accoglie lo Sporting Lisbona proprio di Sinisa Mihajlovic, ma dopo l’improvviso esonero del tecnico serbo il portiere rimane ai margini del progetto tecnico fino al mercato di gennaio, in cui rescinde nuovamente il contratto. Nel 2019 torna in Serie A difendendo i pali della Spal e contribuendo alla permanenza in categoria del club, poi diventa addirittura oggetto d’interesse per l’Inter, che cercava per il finale di stagione un sostituto dell’infortunato Handanovic. Dall’estate 2020 è l’estremo difensore del Fatih Karagumruk, squadra neopromossa nel massimo campionato turco.

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Romero

Forse considerato d’importanza minore rispetto al collega, l’argentino ha avuto un ruolo chiave nella qualificazione della Sampdoria all’Europa League. Fresco di finale dei Mondiali 2014 persa contro la Germania, sembrava cosa fatta la sua cessione in estate, ma gli accordi non sono andati a buon fine ed è rimasto in blucerchiato. Parte come riserva di Viviano, ma dopo l’infortunio di quest’ultimo contro il Cagliari prende il suo posto e vi rimane anche dopo il suo recupero. Dopo 10 partite giocate, 12 reti incassate e numerose parate determinanti per il risultato, un’incomprensione con la società legata al rinnovo di contratto lo relega in panchina fino al termine dell’annata. Dal 2015 è la riserva di De Gea nel Manchester United, un ruolo molto prestigioso pur garantendo meno presenza in campo.

DIFENSORI

De Silvestri

Uno dei simboli di quella Sampdoria, arriva nel 2012 dalla Fiorentina subito dopo la promozione in Serie A del club blucerchiato. La stagione 2014/15 è la sua terza con la maglia blucerchiata ed è fin da subito il titolare della corsia di destra nella difesa 4 di Mihajlovic. Con 4 gol in 33 presenze, raggiunge il sorprendente settimo posto in concomitanza, e anche grazie, al suo miglior campionato in termini realizzativi. In quel periodo conquista anche la convocazione nella Nazionale di Antonio Conte, ma in una di quelle gare subisce un grave infortunio al ginocchio che lo tiene lontano dai campi da gioco per 6 mesi. Nel 2016, dopo una delle peggiori annate della storia recente post Serie B della Samp, passa al Torino, in cui rimane per altri 4 anni. Dalla scorsa estate è un esterno del Bologna, nuovamente allenato da Sinisa Mihajlovic.

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Romagnoli

Forse tendiamo a dimenticarci che prima di diventare quello che è, Alessio Romagnoli ha qualificato la Sampdoria all’Europa League. Cresciuto nelle giovanili della Roma nonostante una forte fede laziale, il difensore centrale classe ’95 ha giocato la stagione 2014/15 in prestito ai blucerchiati. Dopo un campionato straordinario da titolare con 2 gol, uno dei quali nel determinante pareggio contro il Parma all’ultima giornata, e 30 presenze, la società ligure prova a tenersi il giovane talento esercitando il diritto di riscatto. A Trigoria però fanno lo stesso con il controriscatto. Nell’estate stessa passa per 25 milioni di euro al Milan, di cui è attualmente il capitano. Al momento è anche un convocato fisso nella nazionale italiana, in cui ha realizzato due marcature nelle ultime due partite giocate.

Silvestre

Matias Silvestre arriva a Genova nel 2014 dall’Inter, dopo una stagione poco fortunata in prestito ai cugini del Milan. Nella sua prima annata in blucerchiato alterna un posto da titolare al centro della difesa con Gastaldello, al fianco di Romagnoli, e colleziona un totale di 30 presenze. Dopo tre stagioni al servizio della Sampdoria, Silvestre viene considerato fuori dal progetto contestualmente a Viviano e passa all’Empoli, con cui retrocede pur disputando un buon campionato. Da lì inizia il suo declino professionale, dato che rimane senza squadra fino al febbraio 2020, quando firma per il Livorno in Serie B. Con i toscani colleziona solo 5 presenze in campionato, in estate termina il suo contratto e passa al R.E. Mouscron, in Belgio.

Gastaldello

Storico capitano blucerchiato, è una delle bandiere della Sampdoria dei primi anni 2000/2010. Ottenuta la fascia nel 2011, in seguito all’addio di Palombo dopo la retrocessione in Serie B, arriva in blucerchiato nel 2007 dal Siena. Veste i colori della società genovese per 8 anni, dato che rimane fino al 2015, proprio l’anno della qualificazione in Europa League. Nonostante le sole 14 presenze dovute al ballottaggio in difesa con Silvestre, il centrale mette a segno 2 gol in quella stagione, uno dei quali nei minuti di recupero del primo match stagionale a Palermo. Nel febbraio del 2015 la Samp lo cede al Bologna, squadra che Daniele Gastaldello riporta dalla Serie B alla A. Resta con i felsinei fino al 2017, quando passa al Brescia, ancora in campionato cadetto. Vive da capitano, pur non giocando molto, la promozione e la nuova retrocessione, poi si ritira dal calcio giocato. Dal 2020 è un collaboratore tecnico delle rondinelle, oltre ad una brevissima esperienza come allenatore ad interim dopo l’esonero di Diego Lopez.

Regini

L’unico giocatore della rosa dell’epoca a giocare tuttora nella Samp. Nel club fin dalle giovanili, Vasco Regini torna in blucerchiato nel 2013, dopo un periodo all’Empoli. Principalmente per la carenza di giocatori in quella posizione, è il terzino sinistro titolare nella linea a 4 di Mihajlovic, seppure il rapporto fra il ragazzo e il tecnico non sia idilliaco. Celebre è ad esempio l’episodio in cui, per un fallo sciocco che poteva costare caro ai suoi ragazzi, il serbo entra in campo e gli mette le mani al collo. Dopo quel campionato da 28 presenze, Vasco Regini diventa prima capitano, poi viaggia per l’Italia in prestito al Napoli, alla Spal e al Parma. In tutti i casi è stato rispedito al mittente ed è ancora, come detto, nella rosa di Ranieri. Dispiace dire che nell’unica presenza da titolare in Serie A quest’anno ha realizzato un goffo autogol contro il Bologna.

Mesbah

Djamel Mesbah, terzino sinistro algerino, arriva a Genova nel 2014 dal Parma, dopo una stagione in prestito al Livorno. Nel primo anno è la riserva di Regini ma colleziona comunque 16 presenze e si qualifica all’Europa League con la Sampdoria. Resta in blucerchiato anche la stagione dopo, pur giocando solo 7 volte, poi viene venduto. Dopo un’annata al Crotone, inizia la sua odissea verso il declino professionale: nel 2017 disputa 4 partite con il Losanna in Svizzera, poi resta senza squadra. Dopo due anni, nel 2019, viene annunciato come allenatore dell’Under 19 del Thonon Evian, poi ritorna al calcio giocato con l’Etoile Carouge e dopo solo 4 presenze si trova svincolato, situazione in cui rimane al momento. E pensare che in carriera ha addirittura messo insieme 35 gare ufficiali e 1 gol con la nazionale algerina, oltre ad aver giocato nel Milan.

Cacciatore

Il talismano della Samp, capace di qualificare i blucerchiati a ben due competizioni europee, porta il nome di Fabrizio Cacciatore. La sua prima esperienza a Genova infatti risale al 2009, quando raggiunge i playoff di Champions con Delneri in panchina e l’anno dopo realizza il primo gol in Europa League contro il PSV. Nel gennaio 2011 lascia la squadra e veste le maglie di Siena, Varese e Verona, poi dopo due anni torna alla Sampdoria, proprio nella stagione da noi presa in esame. Nel 2014/15 è la riserva di De Silvestri, per cui vede raramente il campo tanto da esultare sui propri canali social in occasione del ritorno sullo stesso dopo mesi. Lascia il club con il settimo posto nel 2015 per trovare spazio al Chievo, con cui resta fino al 2019. Al termine di questi 5 anni, disputa un’ultima stagione al Cagliari, prima di trovarsi senza contratto. Dal marzo 2021 gioca per l’Ascoli in Serie B, dove ha disputato per ora una sola gara.

CENTROCAMPISTI

Palombo

Arrivato dalla Fiorentina in occasione del fallimento del 2002, Angelo Palombo è sicuramente il giocatore più rappresentativo del club di quel periodo. Combatte numerose battaglie con la maglia blucerchiata, conquistando convocazioni in nazionale, fascia da capitano, la Champions League e infine la retrocessione nel 2011. Nonostante i giuramenti di fedeltà di poco prima, al termine di quell’evento passa all’Inter in prestito con diritto di riscatto, ma non viene confermato dai nerazzurri. Nel 2012 torna quindi in blucerchiato, in occasione della promozione dei blucerchiati. La stagione 2014/15 lo vede in campo in 37 occasioni e segna 1 gol. Resta nella squadra fino al 2017, anno in cui scade il suo contratto, con una mole di 459 presenze e 15 reti fra tutte le competizioni. Non volendo vestire altre maglie all’infuori di quella blucerchiata decide di ritirarsi dal calcio giocato ed è attualmente è un collaboratore tecnico di Ranieri.

Soriano

Uno dei giocatori principali di quella stagione, Roberto Soriano è nel club blucerchiato dalle giovanili. Nato in Germania da genitori italiani, la Samp è la prima squadra nostrana con cui ha giocato. Tra i professionisti dal 2011, il centrocampista colleziona 33 presenze e 4 gol nel campionato 2014/15, risultando l’unico calciatore dei suoi a realizzare una doppietta, nella sfida vinta per 1-4 contro l’Udinese. Confermato per l’anno successivo e conquistato il posto in nazionale, Soriano parte per la Spagna nel 2016 dopo aver realizzato addirittura 8 gol. Il suo nuovo club è il Villarreal, in cui rimane per due anni. Nel 2018 torna in Italia con il Torino, ma a causa del minutaggio esiguo dopo 6 mesi torna dal suo ex tecnico Mihajlovic al Bologna. Attualmente è uno dei perni offensivi dei felsinei, con 9 gol e 7 assist dopo 33 gare.

Duncan

Un altro giocatore che è stato molto importante per la qualificazione della Sampdoria in Europa League è Alfred Duncan. Il centrocampista ghanese firma con il club genovese negli ultimi giorni di mercato dell’estate 2014, arrivando dall’Inter. Nella sua prima e unica stagione disputa 27 partite segnando 1 gol contro l’Udinese, affermandosi come titolare in mediana nella seconda parte di campionato. Nel 2015 passa al Sassuolo e lì rimane fino al gennaio 2020, quando la Fiorentina lo acquista in prestito con obbligo di riscatto. Dopo 18 presenze totali e 1 gol contro la Spal, dal gennaio 2021 è in prestito al Cagliari, titolare nella mediana di mister Semplici.

Obiang

Un altro giocatore cresciuto nelle giovanili della Sampdoria è il centrocampista spagnolo, che esordisce in prima squadra nella stagione 2010/11Vive da protagonista l’anno successivo, risultando determinante per la promozione in Serie A dei blucerchiati, poi resta fino al 2015. Nella sua ultima stagione, quella dell’Europa League, colleziona 36 presenze in tutte le competizioni con 3 gol. Dopo la lunga esperienza a Genova passa al West Ham, con cui gioca fino al 2019, poi torna in Italia con il Sassuolo. Curioso il fatto che, nell’estate in cui è passato ai neroverdi, sembrava vicinissimo al ritorno in blucerchiato, ma l’affare non è andato in porto.

Correa

Un altro giocatore per la serie “futuri campioni” è proprio Joaquin Correa. Rinforzo del mercato invernale, arriva nel gennaio 2015 dall’Estudiantes con altissime aspettative. Con Mihajlovic, essendo ancora molto giovane, vede il campo solo in 6 occasioni, dato che esploderà definitivamente nella stagione successiva sotto la guida di Zenga e Montella. Purtroppo per lui, più che per i 3 gol consecutivi, quell’anno viene ricordato per il gol clamoroso a porta vuota sbagliato contro l’Inter. Concluso il suo secondo campionato con i blucerchiati passa al Siviglia per l’importante cifra di quasi 20 milioni di euro e vi rimane per due anni. Dal 2018 gioca nella Lazio, in cui si è definitivamente imposto come attaccante, alternandosi con Caicedo al fianco di Immobile. Per ora Correa ha collezionato 113 presenze e 28 gol con i biancocelesti nelle varie competizioni. Inoltre, dal 2017 ha giocato 5 partite con la sua nazionale, segnando contro Singapore e Bolivia.

Acquah

Il centrocampista ghanese arriva alla Samp nel gennaio 2015 dall’Hoffenheim in prestito, dopo un precedente periodo di due anni al Parma sempre a titolo temporaneo. Nella seconda parte di stagione è una valida alternativa ai centrocampisti titolari infatti colleziona 10 presenze in campionato e 1 gol contro il Parma. A sorpresa, in seguito al raggiungimento dell’Europa League da parte della Sampdoria, non viene riscattato e torna in Germania, da cui passa poi al Torino a titolo definitivo. Fino al 2018 rimane in granata e in questo periodo segna anche un gol contro la Samp in un 1-1 al Ferraris. Gioca la stagione 2018/19 all’Empoli, retrocedendo in Serie B, poi rimane svincolato a fine stagione. Dal 2019 Afriyie Acquah gioca nello Yeni Malatyaspor, squadra turca.

Krsticic

Il centrocampista serbo è il numero 10 della squadra che portò la Sampdoria in Europa League nel 2015. Di cinque anni in cui veste la maglia blucerchiata, però, sceglie male quello in cui farsi cedere in prestito a febbraio. Nel mercato invernale 2015, infatti, passa al Bologna, per cui termina lì la stagione. Rientrato in casa base l’annata successiva, viene poi ceduto nel 2016 all’Alaves in Spagna. Passa alla Stella Rossa nel 2017 e dal 2019 è un titolare fisso del centrocampo dell’AEK Atene.

Rizzo

Genovese D.O.C., Luca Rizzo è stato uno dei giocatori di quella Samp, nonostante se ne parli poco. Cresciuto nelle giovanili blucerchiate, dopo una serie di prestiti esordisce in prima squadra proprio nella stagione 2014/15, con 15 presenze e un bellissimo gol contro la Fiorentina. Dopo quel fortunato campionato passa al neopromosso Bologna, dove gioca per 2 anni prima di partire nuovamente per una serie infinita di prestiti. Veste le maglie di Spal, Atalanta, FoggiaCarpi e Livorno e solo con i ferraresi si toglie qualche soddisfazione, per esempio segnando la rete che sancisce il ritorno dei suoi alla vittoria in Serie A dopo 49 anni contro l’Udinese. Dal 2021 saluta definitivamente i rossoblù a causa della fine del contratto e viene acquistato dalla Pro Vercelli. Qui ha disputato finora una sola partita in Serie C contro l’Albinoleffe.

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ATTACCANTI

Okaka

Uno dei nomi meno blasonati, ma l’unica vera prima punta della Samp di quella stagione. Arrivato in blucerchiato nel gennaio 2014 dopo un lungo girovagare in Serie A, viene confermato da Mihajlovic l’anno successivo. Nel 2014/15 colleziona 32 presenze e 4 gol in campionato, non molti per un centravanti, ma questo si spiega vista la presenza di giocatori altamente dotati sulle fasce. Le sue buone prestazioni trovano conferma grazie alla prima convocazione nella nazionale italiana, con cui segna all’esordio proprio a Genova nell’amichevole contro l’Albania. Nel 2015 lascia i blucerchiati per l’Anderlecht in Belgio, ma l’anno dopo si trasferisce al Watford. Qui gioca resta per 3 anni, pur giocando molto poco, così nel 2019 passa all’Udinese. Tuttora è un attaccante dei friulani e in questa stagione ha collezionato 17 presenze e 3 gol.

Eder

È difficile trovare un tifoso blucerchiato che al nome di Eder Citadin Martins non sia pervaso da una forte nostalgia. Se la Sampdoria ha potuto, seppur per pochissimo, assaporare il gusto dell’Europa League, gran parte del merito è sua. Arrivato dal Cesena nel 2012, quando i blucerchiati erano in Serie B, si impone subito come seconda punta tecnica, veloce, abile nel dribbling e nel tiro, in particolare da calcio piazzato. Nel 2014/15 disputa un girone d’andata straordinario, ma purtroppo finisce la stagione anzitempo a causa di un brutto infortunio, per cui totalizza “solo” 9 gol in 30 apparizioni totali. I gesti più importanti sono stati reti straordinarie come quelle contro Fiorentina, Inter o Empoli, ed il gol nel derby contro il Genoa pareggiato 1-1. In questo periodo trova anche le prime convocazioni nella nazionale di Conte, in cui segna all’esordio contro la Bulgaria. Resta alla Samp anche nella prima parte di campionato successiva, poi viene ceduto all’Inter, con cui rimarrà fino al 2018. Da quell’anno passa al campionato cinese con lo Jiangsu Suning, dove si conferma con un grande attaccante ma sparendo dai radar del calcio europeo e dalla nazionale. Dal 2021 ha firmato per il San Paolo, tornando in un grande club del suo paese natale.

Eto’o

Uno dei campioni più importanti a vestire la maglia blucerchiata in epoca recente, uno di coloro che sono resi di meno. L’attaccante camerunense ex Inter arriva con grandissime aspettative nel mercato di gennaio dall’Everton per sostituire Gabbiadini ma il suo bottino a fine stagione vede solamente 2 gol, contro Cagliari ed Empoli, e 2 assist in 18 gare. Dopo la qualificazione della Sampdoria in Europa League arriva subito la cessione, con Samuel Eto’o che accetta la ricca offerta dell’Antalyaspor e si trasferisce in Turchia, lasciando tutti i tifosi con l’amaro in bocca. Dopo 3 anni, in cui svolge anche il ruolo di allenatore ad interim, va al Konyaspor, poi al Qatar SC. Nel 2019 si ritira dal calcio giocato e la gente lo ricorderà per sempre, ma sicuramente non per la breve parentesi a Genova.

Muriel

Arrivato infortunato nel gennaio 2015, Luis Muriel è uno dei colpi di maggior rilievo di Massimo Ferrero. Acquistato dall’Udinese insieme al difensore Massimo Coda, il colombiano si è subito dimostrato un giocatore dotato tecnicamente e fisicamente, capace di giocate balisticamente impossibili, come i super gol al volo contro Atalanta e Napoli proprio di quella stagione. Nel 2014/15 segna 4 gol in 16 partite (mancano Roma e Chievo all’appello degli avversari “puniti”), cosicché viene confermato per l’anno successivo. Nel difficile campionato 2015/16 non fa molto bene, con solo 6 reti realizzate, mentre nella stagione successiva esplode definitivamente, decidendo due derby e mettendo a segno un totale di 13 gol. Questo è come è diventato il giocatore che conosciamo oggi, passato al Siviglia, poi alla Fiorentina e infine all’Atalanta, dove attualmente si contende con Zapata il titolo di capocannoniere della Dea. Attualmente Muriel ha collezionato 42 presenze e 23 gol in stagione, 19 dei quali in campionato.

Gabbiadini

Anche lui è attualmente alla Sampdoria, ma a metà dell’anno della qualificazione per l’Europa League aveva salutato club e tifosi per via di una cessione. Acquistato nel 2013 dall’Atalanta, il nativo di Calcinate passa un anno e mezzo in blucerchiato, mettendosi in mostra per le sue doti da tiratore da fuori. Schierato principalmente come esterno destro o seconda punta, nella stagione 2014/15 segna 7 gol in 13 partite, per poi doversi separare dal club in seguito alla cessione al Napoli a gennaio. Nonostante questo, i suoi gol hanno portato punti pesanti, decisivi nella classifica finale, come nel derby della Lanterna vinto grazie a una sua punizione nel finale. Dopo due anni al Southampton dal 2017 al 2019, è tornato alla Sampdoria, in cui gioca tuttora. Curiosa è una statistica riguardo al suo ritorno. La sua ultima presenza nel 2015 era coincisa con un gol contro l’Udinese in casa e proprio così ha ricominciato sotto la gestione di Giampaolo: con un gol all’esordio casalingo nella vittoria per 4-1 contro i bianconeri. In questa stagione, dopo un pesante infortunio che l’ha tenuto ai box per circa tutto il girone d’andata, ha segnato 2 importanti gol nel pareggio contro il Cagliari e nella vittoria sul Verona.

Bergessio

Arrivato nell’estate 2014 con tante aspettative, Gonzalo Bergessio era uno degli attaccanti del Catania del Papu Gomez e compagni. Oltre a ciò, il suo curriculum vantava (e vanta tuttora) un’invidiabile statistica di 3 presenze nella nazionale argentina con 2 gol, una doppietta contro il Panama, nel periodo di militanza al San Lorenzo. Gioca una sola stagione con la casacca blucerchiata, in cui seppur con poco merito riesce a condurre i suoi in Europa. Totalizza 24 presenze fra campionato e coppa con un gol in ognuna di queste competizioni, rispettivamente contro Parma e Brescia. Lasciato il club nel 2015, viene tesserato dall’Atlas in Messico, poi continua a giocare in Sudamerica con San Lorenzo Velez Sarsfield. Dal 2018 è un giocatore del Nacional in Uruguay.

Wszolek

Saranno più quelli che, leggendo il nome, si chiederanno chi sia, rispetto a coloro che si ricordano dell’esterno polacco. Schierato in carriera come terzino, esterno di centrocampo o ala, il ruolo di attaccante è stato quello in cui Pawel Wszolek è stato più impiegato nella stagione 2014/15. Arrivato nel 2013 dal Polonia Varsavia, dopo una prima annata discreta vede molto meno il campo nel campionato successivo, con sole 6 presenze. Nonostante ciò dà il suo piccolo contributo alla causa, dato che realizza due assist nell’importantissima vittoria per 1-4 contro l’Udinese di fine stagione, in entrambi i casi servendo Soriano. Dopo aver preso parte alla vergognosa disfatta della Sampdoria contro il Vojvodina nei preliminari di Europa League della stagione successiva, il polacco passa al Verona nel 2015, in cui gioca per un anno prima di trafserirsi al QPR. Dal 2019 è tornato in patria nella sua squadra attuale, il Legia Varsavia.

ALLENATORE

Mihajlovic

Ultimamente un simbolo della lotta contro la malattia, qualche anno fa un eroe per la sponda blucerchiata della città di Genova. Ex terzino sinistro nella sua lunga e importante e carriera da calciatore, Sinisa Mihajlovic firma per la Samp nel 2013 al posto dell’esonerato Delio Rossi. La squadra che trova, dopo avervi giocato dal 1994 al 1998, è in seria difficoltà e a rischio retrocessione. All’esordio ottiene un pareggio contro la Lazio, evitando la vittoria solo per un gol nei minuti di recupero di Lorik Cana. Questo per far capire la grinta che riesce subito a trasmettere ai suoi ragazzi. Il culmine della sua avventura è proprio la stagione 2014/15, in cui porta la Sampdoria ai preliminari di Europa League. Nel 2015 lascia la squadra, accogliendo la chiamata del Milan, da cui però viene esonerato l’anno dopo. La stessa sorte gli si presenta anche nelle due esperienze successive, sulla panchina del Torino e dello Sporting Lisbona. Più fortunato invece è con il Bologna, che il serbo prende sotto la sua ala dopo l’esonero di Pippo Inzaghi nel 2019 e salva dalla retrocessione. Questo percorso con i felsinei ha alcune analogie con quello blucerchiato, visto il modo in cui ha risollevato e salvato la squadra, ma manca il dato determinante della successiva qualificazione in Europa. Almeno per ora.

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Gabriele Buzzalino

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