Il Salisburgo si gode Sesko, il «mini Haaland» che ha segnato un poker in 9 minuti

by Francesco Pietrella
Benjamin Sesko

A Salisburgo è caccia aperta. Da quando il robot del pallone se n’è andato, ovviamente Haaland, nella città di Mozart stanno cercando il nuovo Erling in maniera un po’ ossessiva, anche se le ultime punte in effetti hanno segnato molto. Due nomi: il primo è Patson Daka, 23 anni, volato a Leicester dopo 61 gol in due stagioni. Scoperto grazie a un software, uno di quegli algoritmi dove ti segnalano gol attesi, occasioni create e cose così, Daka ha fatto divertire Salisburgo per un po’ e poi se n’è andato a Leicester, dove al primo anno ha punto solo quattro volte in Premier. Poche, ma si rifarà. Il secondo nome è per il presente: Benjamin Sesko, 19 anni, sloveno di Radece, un paesino lungo un fiume che sembra uscito da un romanzo giallo dove devi scovare l’assassino in mezzo alla nebbia.

Sesko è l’oro del Salisburgo

Papà calciatore amatoriale, una sorella fissata per il calcio, Sesko è stato già soprannominato il «mini Haaland», merito di un poker in nove minuti siglato nel 2021 ai tempi del Liefering, la squadra satellite del Salisburgo da cui sono passati quasi tutti i big, da Szoboszlai a Daka. In panchina c’era Matthias Jaissle, oggi allenatore del Salisburgo, un trentatreenne della generazione laptop cresciuto con il mito di Ralf Rangnick, il primo allenatore capace di portare il Salzburg agli ottavi di Champions (anche se ha preso sette schiaffi dal Bayern Monaco al ritorno, dopo aver pareggiato 1-1 all’andata). Martedì sera sfiderà il Milan. 

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«Entra nel livello successivo»

Sesko è il suo gioiellino. Il fiore all’occhiello di un modello che continua a crescere e a formare calciatori. La filosofia della Red Bull  è riassunta in uno slogan, scritto a caratteri grandi all’ingresso dell’Academy«Entra nel livello successivo». Sesko è stato forgiato qui, in una cittadella da dodicimila metri quadri divisa da due fiumi e un paio di strade alberate. Sei campi da calcio, palestre, piscine, una scuola, duecento giocatori da gestire e la continua ricerca dell’eccellenza, scovata grazie a un’analisi dei dati vincente. Ogni area, dal centro fitness ai campi d’allenamento, è collegata a dei sensori che raccolgono informazioni sugli atleti, poi analizzati da un software. Il modello Haaland si costruisce in questo modo. 

Campione d’Austria a 18 anni

Sesko, punta di un metro e 95 con tre gol e tre assist nelle prime nove partite, si colloca in questo contesto. L’anno scorso ha segnato 11 reti in 37 presenze tra campionato e coppe. In Champions gli è mancato il guizzo, ma a fine stagione ha portato a casa l’ennesima Bundesliga austriaca del Salisburgo, campione da otto anni di fila. Nel 2020/21, con il Liefering, ha toccato quota 21 gol in 29 partite, strappando applausi e consensi. Pane e calcio fin da bambino, papà Ales ha raccontato che all’asilo era già in grado di portare il pallone per qualche metro, senza cadere. 

Il nuovo Haaland? No…

Il suo agente, Elvis Basanovic, ha respinto i paragoni con Haaland: «Sesko è Sesko. Punto. Sono simili per velocità e fisico, ma hanno caratteristiche diverse. Non mettetegli pressione». Lo sloveno è più tecnico, più elegante, meno cannibale sotto porta. Un giornalista norvegese ha detto che Erling è «forte come un orso e veloce come un cavallo». Rende l’idea. Benjamin è tutt’altra cosa. Veloce, ma non così straripante. Il Lipsia, astuto e furbo, ha sfruttato la corsia preferenziale con la Red Bull – stessa proprietà – per acquistare Sesko a 24 milioni e lasciarlo un altro anno a Salisburgo, terra di punte, esterni e musica. A un quarto d’ora di macchia dallo stadio c’è la casa dov’è nato Mozart. Sesko è pronto a comporre qualcosa di suo.