5 momenti che resteranno della presentazione di Spalletti come c.t.

by Matteo Lignelli
Spalletti nazionale

«Forse non sarò il miglior tecnico possibile per la Nazionale, ma sarò sicuramente il miglior Spalletti». Pochi sanno comunicare come il nuovo c.t. dell’Italia: vi raccontiamo i 5 momenti più curiosi della sua conferenza di presentazione.

«Mi vuoi chiedere di Salah?»

Spalletti è parso in grande forma, felice ed emozionato. Aveva un gran sorriso mentre Gravina spiegava la sua scelta, poi ha deciso di prendere in mano la conferenza. Ha argomentato al meglio ogni risposta senza però risparmiare citazioni, battute e aneddoti. Un applauso per Buffon, presente in sala, una frecciatina al giornalista di beIN Sports, con cui evidentemente aveva già avuto a che fare: «Mi vuoi chiedere di Salah? Di solito mi fai sempre domande su di lui».

Quel proverbio Sioux, che spiega molte cose

«Non è dove nasci che rivela la tribù a cui appartieni ma dove muori». Il momento in cui Spalletti ha citato un detto dei Sioux è stato uno dei più interessanti della conferenza. Da grande comunicatore, il messaggio era chiaro: l’Italia dovrà aprirsi ad altre operazioni come quella di Retegui. Lo ha poi confermato con i numeri, spiegando che su 570 calciatori di Serie A solo 150 sono convocabili. Il lavoro di scouting della Figc proseguirà.

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Pressione e costruzione, le due chiavi

Il 4-3-3 e il 4-2-3-1 sono i due moduli che Spalletti immagina per la sua Italia. «Abbiamo un centrocampo tra i più forti che ci sono in circolazione, è fondamentale per noi per andare a costruire gioco». Non sono mancati gli apprezzamenti per Locatelli, con cui si può aprire un ciclo. Che calcio vuole fare? «Due cose contano: pressione e costruzione, tutto il resto viene di conseguenza. Portiamo l’avversario dove vogliamo noi».

Un rapporto diverso con gli allenatori

Lucio, una volta ricevuto l’incarico, ha subito iniziato un giro di chiamate con i suoi colleghi di Serie A. Un mondo che conosce fin troppo bene. Così come la vecchia polemica tra società e Nazionale per i prestiti dei giocatori. L’obiettivo è instaurare rapporti proficui con tutti gli allenatori sperando di non trovare ostacoli. Citando un suo ‘vecchio’ allievo: «De Rossi diceva di giocare con due maglie, quella della Roma e quella della Nazionale, che rimane sempre addosso».

L’idea per un nuovo vino

Uno dei momenti più divertenti della presentazione è stato quando il presidente federale Gravina ha iniziato a elencare i nomi dei vini prodotti da Spalletti con le uve della sua tenuta di Montaione (Firenze). Tutti con nomi calcistici (Bordocampo, Rosso diretto, ecc…). «Il prossimo potresti chiamarlo ’Vittoria azzurra’, oppure ‘Azzurro intenso’ o ‘Passione azzurra ‘» gli ha ‘suggerito’ Gravina. Conoscendo Spalletti, non scorderà queste parole nel caso in cui ci sia qualcosa da festeggiare. È quello che tutti ci auguriamo.