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Cronache di spogliatoio
Ecco quali sono le squadre che potremmo vedere in Conference League Ecco quali sono le squadre che potremmo vedere in Conference League
Non solo Champions League e salvezza, in Serie A nelle ultime giornate si potrebbe aprire anche un’altra contesa, per la nuova Europa Conference League,... Ecco quali sono le squadre che potremmo vedere in Conference League

Non solo Champions League e salvezza, in Serie A nelle ultime giornate si potrebbe aprire anche un’altra contesa, per la nuova Europa Conference League, la terza competizione europea che comincerà nella prossima stagione. Per i primi quattro campionati, Italia, Inghilterra, Spagna e Germania, saranno le seste classificate a parteciparvi, a meno che la vincente della coppa nazionale finisca il campionato dal settimo posto in su. In questo momento quindi ci sarebbero Roma e Sassuolo a giocarsi l’ultima posizione europea a disposizione, la settima. I soli cinque punti nelle ultime cinque partite della squadra di Fonseca hanno ridotto il vantaggio sui neroverdi, ora distanti solo tre punti. Ma potrebbe essere utile giocare la Conference League?

Allargamento

Se non altro il confronto non mancherà. I club che vi prenderanno parte saranno 184, almeno uno per ognuna delle 55 federazioni UEFA.  46, invece, arriveranno dalle qualificazioni alla Champions League o dai turni di Europa League. Prima della fase a gironi si giocheranno tre turni di qualificazione e uno di play-off, diviso in due percorsi, uno riservato alle squadre che provengono dai preliminari di Champions League e UEFA Europa League e un altro per le vincitrici delle coppe nazionali. Per i campionati non considerati “top”, dalla Francia in giù per intenderci, i criteri di accesso cambiano. Per la Ligue 1 si qualificherà la quinta e dovrà passare per i play-off. Per il Portogallo la quinta e la quarta, che partiranno dal secondo e dal primo turno preliminare. Per  il campionati belga, ucraino, olandese e russo, invece, le rappresentanti saranno le terze e le quarte. Rimane saldo, però, il criterio per cui se una di queste società, o chi le ha precedute in classifica,  conquista la coppa nazionale, si guadagna la possibilità di disputare i play-off di Europa League, liberando così uno slot per la Conference League. Tutti i club avranno un denominatore comune: non ci può qualificare direttamente per la fase a gironi. Le 32 squadre si suddividono così: 17 provenienti dal percorso principale di Europa Conference League, 5 dal percorso campioni e 10 eliminate agli spareggi di Europa League.

Quando si gioca

La strada verso la finale di Tirana, del 25 maggio 2022, sarà lunga e complessa. Si inizierà l’8 e il 15 luglio per il primo turno di qualificazione, per poi proseguire nelle due settimane successive per il secondo. Il terzo si giocherà tra il 5 e il 12 agosto. L’ultimo atto prima dei play-off, in programma tra il 19 e 26. La fase a gironi (otto da quattro squadre) prenderà avvio il 16 settembre e finirà il 9 dicembre. Le otto vincitrici dei gironi andranno subito agli ottavi, mente le otto seconde e le terze dei gruppi di Europa League disputeranno invece degli spareggi per la fase a eliminazione diretta, che inizierà il 10 marzo. Il 7 e il 14 aprile ecco i quarti, mentre le semifinali saranno a cavallo dei primi giorni di maggio. Chi trionferà a Tirana acquisirà un posto in Europa League.

Tra facce note e sorprese

La creazione di questa nuova competizione è l’ultimo lascito della politica di allargamento dell’Uefa. La nuova struttura, infatti, garantisce che siano rappresentati tra 9 e 12 campioni nazionali nella fase a gironi. «Il torneo renderà le competizioni UEFA più inclusive che mai. Ci saranno più partite per più squadre, con più federazioni rappresentate nella fase a gironi» ha spiegato il presidente Aleksander Čeferin al sito ufficiale dell’Uefa. Se tutti i tornei finissero ora, però, balzerebbe subito all’occhio la differenza tecnica tra le squadre delle leghe più importanti e quelle minori. Da una parte ci potrebbero essere big come Roma, Tottenham, Bayer Leverkusen, Villarreal (Europa League permettendo), Lens o Marsiglia, dall’altra si potrebbero vedere formazioni poco conosciute che provengono da campionati protagonisti in Europa negli ultimi anni. Due esempi su tutti, Portogallo e Ucraina che nella storia recente sono stati rappresentati da club come Porto, Sporting Lisbona, Benfica, Braga, Dinamo Kiev e Shakhtar Donetsk. In Conference League potremmo scoprire il Pacos de Ferreira, il Guimarães, il Kolos Kovalivka o il Vorskla.  Tutte squadre che non hanno mai vinto il campionato in patria. Sulla bacheca di queste società andrebbe passato il panno alti-polvere, dato che per ora in totale si trova solo un coppa d’Ucraina, vinta dal Vorskla.

Visibilità

Dalla Russia potremmo rivedere facce note come Rubin Kazan e Spartak Mosca, mentre una possibile sorpresa arriverebbe dalla Turchia con l’Analyaspor, squadra del sud dell’Anatolia, che per ora conta solo un terzo turno di qualificazione all’Europa League. Paradossalmente le squadre più blasonate giungerebbero da due leghe, quella greca e quella serba, cadute un po’ in disgrazia e finite diciottesima e diciannovesima nel raning. Il peso della storia potrebbe essere rispettato da Partizan Belgrado, Paok e Aek Atene. Per il resto sarà l’occasione per scoprire culture calcistiche diverse e magari qualche talento nascoste. La concomitanza d’orario con l’Europa League, alle 18:45 e alle 21, non aiuta, ma come accaduto fino al 1999 con la Coppa delle Coppe, una terza competizione europea aiuterà  club giovani a crescere e a costruire esperienza internazionale.

Redazione Cronache

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