L’Arabia Saudita vuole cambiare il modello della Supercoppa italiana

by Redazione Cronache
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Il derby tra Inter e Milan di mercoledì 18 gennaio è la terza sfida valida per la Supercoppa italiana che si gioca in in terra araba. Dopo le edizioni del 2018 (Gedda) e del 2019 (Riad) si torna nella capitale a 3 anni di distanza. Le sfide in medioriente sono figlie di un accordo con la Lega che risale al 2017, del valore totale di 22,5 milioni di euro, ovvero 7,5 per ognuna delle tre partite.

‘Saudi Vision 2030’ e la Supercoppa

Ma dal 2017, periodo nel quale è stato siglato il primo accordo, l’Arabia ha cambiato volto. O almeno sta cercando di farlo. Anche grazie al principe Moḥammed bin Salmān, divenuto anche primo ministro, è stato elaborato un piano strategico chiamato ‘Saudi Vision 2030’.

L’obiettivo della strategia è duplice: da una parte ridurre la dipendenza dell’Arabia Saudita dal petrolio, diversificando la sua economia e sviluppando i settori terziari, dall’altra, ripulire tramite il marketing l’immagine del Paese, conosciuto in Occidente principalmente per l’atroce dittatura e l’assenza di diritti civili e sociali.

Lo sport è parte fondamentale del progetto. Solo per citare alcuni grandiosi investimenti realizzati negli ultimi anni: il circuito di Gedda, dove corrono Formula 1 e E, i giochi invernali asiatici del 2029, già assegnati e la Diriyah Saudi cup, un nuovo torneo di tennis che raccoglie i migliori al mondo dal 2019.

Il ruolo di Cristiano Ronaldo

Ma poi c’è la ciliegina sulla torta: il calcio. È qui che si stanno investendo le cifre più imponenti. La Supercoppa italiana e spagnola sono stato il preludio. Poi il Pif (che non è altro che un fondo governativo) ha acquistato il Newcastle con cui sogna di entrare in Champions, e poi ha aiutato l’Al Nassr a comprare Cristiano Ronaldo.

Per di più lo stesso CR7 non è altro che un ulteriore tassello del piano strategico Saudita. Non è di certo per aumentare il valore del modesto campionato locale che viene effettuato un investimento da centinaia di milioni. Il portoghese avrà il ruolo di ambassador e gioiello di marketing per il fine ultimo: il mondiale 2030.

Il vero obiettivo

Ma cosa c’entra la Supercoppa italiana con tutto ciò? Come riportato dal Corriere della Sera, l’Arabia vorrebbe continuare la partnership legata alla competizione, accordandosi per 4 edizioni nei prossimi 6 anni. L’Offerta sarebbe di circa 150 milioni, 6 volte tanto rispetto il precedente contratto.

Gli arabi però proporrebbero un nuovo format. Non più la finalissima unica, ma una final four su modello spagnolo. Le squadre coinvolte sarebbero le prime due qualificate nel campionato precedente e le finaliste di Coppa Italia. Se dovessero coincidere, verrebbero “ripescate” la terza e quarta classificata in Serie A.

La Lega sembrerebbe disponibile, le big italiane sono più fredde all’idea. Seppure i ricavi per ogni squadra triplicherebbero rispetto ad oggi, il limite sarebbe il calendario, già ingolfato dalla nuova formula della Champions che partirà nel 2024.