Al Real per 100 milioni. Il padre: «Un giocatore banale»

by Matteo Albanese
Aurélien Tchouaméni

«Voilà le joueur banal». «Eccolo, il calciatore banale». Frase ricorrente a casa di Aurélien Tchouaméni, quando suo padre lo spronava così. «Voilà, ecco colui che hai definito un calciatore banale», rispondeva il figlio. Chissà che dirà oggi: tre giorni fa, l’11 giugno, il Real Madrid lo ha ufficializzato per 80 milioni, più 20 di bonus. Non giriamoci attorno. C’è molta sorpresa su Tchouaméni, che assieme al connazionale Camavinga – acquistato l’estate scorsa per 31 milioni dal Rennes – attenterà al minutaggio dei vari Kroos, Casemiro (di cui è il naturale sostituto) e Modrić. Tchouaméni è una garanzia: da maggio 2021, ha saltato sole 4 partite: tre per squalifica, una per un piccolo problema all’inguine. Quantità, pure qualità. Mica è finito per caso nell’undici ideale della Ligue 1 secondo il sindacato dei calciatori francesi: lui, Donnarumma, Dimitri Payet, Mbappé e il compagno di squadra Wissam Ben Yedder. Gelati alla vaniglia, allenamenti a stomaco vuoto e una cintura gialla di judo appesa in cameretta: ecco chi è il nuovo acquisto del Real.

Tchouaméni, Bordeaux, Obama

Aurélien Djani Tchouaméni nasce il 27 gennaio 2000 a Rouen, in Francia. Suo padre Fernand lavora nell’industria farmaceutica, in particolare vaccini. In realtà voleva diventare un calciatore, non c’è riuscito, s’è accontentato di tifare per l’Olympique Marsiglia e qualche partitella con gli amici. Dopo una di queste, però, il piccolo Aurélien – di 5 anni – lo vede e decide che fare nella vita: «Voglio giocare a calcio». Come il papà, che ormai trasferisce sul figlio le sue ambizioni. I suoi impegni lavorativi invece trasferiscono l’intera famiglia Tchouaméni a Lione, poi a Digione, infine Bordeaux. È qui che Aurélien entra in un piccolo club della Gironda, l’Artigues-près-Bordeaux, e solo a 11 anni passa al Bordeaux vero e proprio, retrocesso quest’anno in Ligue 2. Soffre di solitudine, che combatte frequentando Jules Koundé e annotando su un taccuino alcune frasi motivazionali. Citazioni di Martin Luther King, gli All Blacks o Barack Obama. Tchouaméni parla un ottimo inglese: «Volevo capire i testi delle canzoni rap che stessi ascoltando», ha detto a L’Equipe. Ah, poi c’è la passione per il basket: l’NBA, i Philadelphia 76ers, LeBron e Joel Embiid.

Il liceo, la Lettonia e un blogpost

Il bello è che, agli inizi, Aurélien Tchouaméni gioca in attacco. A 15 anni arretra a trequartista, poi rimane a centrocampo. Nel 2017 prende la maturità scientifica, nel 2018 il primo contratto col Bordeaux. Debutta a luglio, in un playoff d’Europa League: accanto a lui ci sono l’ex catanese Jaroslav Plašil e il futuro genoano Lukas Lerager. «Siamo a giocare in Lettonia [a Ventspils, N.d.A], è un salto nel vuoto ma non mi sono fatto troppe domande – dirà a OnzeMondial – ho aspettato con impazienza il mio momento». Il tecnico del Bordeaux è Gus Poyet, che anticipa: «Lo dico qui ora, Aurélien Tchouaméni ha un futuro straordinario davanti a sé». Non si contraddice e anzi, si prende il merito: sul suo blog, ha pubblicato un post titolato La evolución de Tchouaméni desde que lo entrené, “l’evoluzione di Tchouaméni da quando l’ho allenato io“. Modestia.

 

Tchouaméni, Pogba, un numero di telefono

A fine gennaio 2020, il Monaco annuncia la firma di Tchouaméni per 18 milioni. Investimento. Nel Principato c’è un clima particolare: Leonardo Jardim è appena stato esonerato e il nuovo tecnico – Robert Moreno, ex di Luis Enrique sulla panchina della Spagna – non sembra fidarsi. Tchouaméni gioca 62’ in mezza stagione. In estate però arriva Niko Kovač, Aurélien parte titolare e nessuno lo ferma più: 45 presenze nel 2020/21 e 50 nella stagione scorsa. Anche a gennaio, quando Kovač viene sostituito dal belga Paul Clement – ex Club Brugge, sostituito da Alfred Schreuder, oggi all’Ajax – Tchouaméni è titolare indiscusso assieme all’amico Youssouf Fofana. Fa gruppo con Benoit Badiaschile, Sofiane Diop, Axel Disasi. C’è un episodio particolare: Tchouaméni che chiede a Cesc Fabregas il numero di Patrick Vieira: «Volevo assolutamente i suoi consigli». Tre i modelli: N’Golo Kanté, Pogba e De Bruyne. «Somiglia a Pogba», ha giusto detto Fernand Tchouaméni a proposito del figlio. E Pogba ha risposto: «È un onore giocare con lui».