«Io non sono un padrone, vivo per il calcio e sono un tifoso. Come dovete chiamarmi? Rocco». Parlava così Rocco Commisso nel 2019, subito dopo aver rilevato la Fiorentina dai Della Valle per circa 170 milioni di euro.
Le delusioni più grandi
In più di 6 anni è successo di tutto, a cominciare dal campo e dal rammarico più grosso di Commisso: le tre finali (due di Conference League e una di Coppa Italia) perse, che hanno allungato un digiuno di trofei che va avanti dal 2001.
L’altra delusione più grossa riguarda lo stadio: Commisso ne avrebbe voluto uno nuovo e di proprietà, un elemento di crescita essenziale. Non esserci riuscito gli è pesato tanto: in passato ha detto che è stato «il mio più grande fallimento.
Il Viola Park
L’altra faccia della medaglia è la costruzione del Viola Park. È sempre stato un suo obiettivo: dare alla Fiorentina un centro sportivo all’altezza della sua storia. Inaugurato nell’estate 2024, il centro sportivo che porta il suo nome è il risultato di quella visione.
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È uno dei centri sportivi più belli d’Europa: grande più di 20 ettari, contiene 12 campi da calcio, strutture mediche, palestre, spazi per il settore giovanile e per la squadra femminile. Per realizzarlo Commisso ha investito 120 milioni.
Come un fratello
La morte di Joe Barone nel marzo 2024 rimane il momento più doloroso. Il braccio destro di Commisso, che per il presidente era come un fratello, ebbe un malore a poche ore da Atalanta-Fiorentina e morì due giorni dopo a 58 anni.
La figura di fiducia all’interno del club oggi era Alessandro Ferrari, il direttore generale che si interfacciava direttamente con Commisso. Nei primi anni anche il figlio Giuseppe era presente, ma col tempo si è distaccato.
Non solo Fiorentina
Ha sempre amato il calcio, prima giocando nella squadra della Columbia University e poi acquistando nel 2017 i New York Cosmos, storico club statunitense in cui negli anni Settanta ha giocato anche Pelé.
L’ultima volta a Firenze nell’aprile 2025
Doveva tornare a settembre, ma le condizioni di salute gliel’hanno impedito: «Mi manca il contatto con la squadra, con i calciatori, con il Viola Park e le persone che lavorano lì ogni giorno, ma sono sempre aggiornato».
Nella sua ultima intervista aveva smentito ogni ipotesi di cessione. Pensava solo alla salvezza della Fiorentina: «Sono amareggiato di non poter essere a Firenze per lottare, ma al momento non riuscirei a fare un volo così lungo».
Lascia un’eredità enorme, a cominciare da Mediacom, l’azienda di sua proprietà che sponsorizzava anche la Fiorentina, fino proprio alla società viola.
