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Cronache di spogliatoio
di Cesare Ragionieri Il Villarreal è entrato nella storia del calcio europeo, vincendo l’Europa League dopo aver battuto il Manchester United ai calci di...

di Cesare Ragionieri

Il Villarreal è entrato nella storia del calcio europeo, vincendo l’Europa League dopo aver battuto il Manchester United ai calci di rigore. Decisivi i rigori calciati da due portieri: prima Rulli ha fatto secco De Gea e poi ha parato il penalty del collega spagnolo, regalando la vittoria al Sottomarino Giallo. Sono tante le facce di questo successo, a cominciare da Unay Emery che si è portato a casa la quarta Europa League dopo le tre vinte con il Siviglia. L’unico a batterlo in una finale europea è stato Maurizio Sarri nel 2019 (Arsenal vs Chelsea).

Con i suoi 50.334 abitanti, Vila-Real è diventata la città più piccola ad avere una squadra di calcio in grado di vincere una coppa europea. Battuto il precedente primato dei belgi del Mechelen (86.304 abitanti), che nel 1988 vinse la Coppa delle Coppe. Un po’ come se località italiane come Scandicci (Firenze) o Battipaglia (Salerno) vincessero un trofeo continentale. Gli spagnoli, inoltre, si sono uniti alla lista – composta da Parma, West Ham, Real Saragozza e Bayer Leverkusen – di club in grado di vincere un trofeo internazionale, ma non il proprio campionato.

Abbiamo selezionato cinque giocatori-simbolo di questo Villarreal, in grado di eliminare Salisburgo, Dinamo Kiev, Dinamo Zagabria, Arsenal e, nella finalissima di Danzica, il Manchester United e di regalare ai propri tifosi il primo trofeo della loro storia.

Geronimo Rulli

L’eroe della serata è sicuramente l’estremo difensore del Villarreal, che ha messo la sua personalissima firma nella vittoria del Sottomarino Giallo. La lotteria dei calci di rigore è stata infinita: nei primi venti tentativi non c’è stato alcun errore. Così è toccato ai due portiere presentarsi sul dischetto: Rulli non ha sbagliato, fulminando De Gea con un destro potente e angolato su cui niente ha potuto fare il portiere dei Red Devils. Dopodiché, le parti si sono invertite: lo spagnolo sul dischetto, Rulli tra i pali. De Gea ha aperto il piattone destro, ma l’argentino ha intuito la direzione del tiro e lo ha respinto. Regalando così al Villarreal il primo trofeo della sua storia. In passato è stato accostato anche al Napoli, ma l’affare non andò in porto: adesso si gode la vittoria dell’Europa League, sulla quale c’è indiscutibilmente il suo marchio.

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Raul Albiol

Nel 2004, a 18 anni, il difensore spagnolo vinse la Coppa Uefa: ko il Marsiglia per 2-0 nella finalissima arbitrata da Pierluigi Collina. In quella circostanza, però, l’apporto dell’ex Napoli fu davvero minimo. Tutt’altra cosa rispetto all’importanza avuta in quest’edizione dell’Europa League: una sorta di chiusura del cerchio, dopo una carriera spesa con le maglie di Getafe, Real Madrid, Napoli e della Nazionale spagnola. Capitano e leader della difesa del Villarreal, quasi a voler dimostrare di essere ancora un giocatore in grado di fare la differenza.A dispetto delle parole pronunciate dal presidente partenopeo, Aurelio De Laurentiis, nell’estate del 2019:

«Non vogliamo costringere nessuno a stare con noi anche in virtù della sua età. Se vuole andare via mi fa solo una cortesia».

Albiol ha dimostrato di essere un giocatore ancora integro, smentendo con i fatti le parole di ADL. La sua scelta di tornare in Spagna si è rivelata giusta: ha avuto la possibilità di entrare nella storia del Sottomarino Giallo e non se l’è lasciata sfuggire.

 

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Pau Torres

Il centrale mancino classe ’96 è uno dei pilastri della squadra di Emery, ma non solo. Pau Torres, infatti, è tifoso del Villarreal sin dai bambino ed è cresciuto nel settore giovanile del club spagnolo. Suo zio Manuel aveva giocato nel club negli anni Ottanta in Tercera Division, mentre suo nonno è tifosissimo del Sottomarino Giallo e da piccolo accompagnava il nipote agli allenamenti. In una recente intervista, Torres ha dichiarato che nel 2006 era allo stadio in occasione della semifinale di Champions League contro l’Arsenal. E che pianse quando Riquelme sbagliò quel rigore che poteva valere l’accesso alla finale.
A 15 anni di distanza, Pau Torres ha alzato al cielo il primo trofeo della storia del suo amato club. Il suo futuro potrebbe essere lontano da Vila-Real: il difensore piace molto a Napoli, Arsenal e Manchester United e potrebbe dire addio in estate. Se così fosse, avrebbe scelto il modo migliore per addio alla sua squadra del cuore.

 

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Dani Parejo

La storia del centrocampista è simile a quella di Raul Albiol, ma sicuramente più difficile da accettare per il giocatore. Fino alla fine della passata stagione, infatti, è stato il capitano e uno dei simboli del Valencia, che ha deciso di scaricarlo perché ritenuto non più utile alla causa del club. Tra le lacrime, ha spiegato ai tifosi dei pipistrelli le motivazioni del suo addio:

«Mio figlio mi chiede: ‘Come cambierò squadra se sono sempre stato un tifoso del Valencia?’. Gli ho detto che il calcio è così. È triste, ma alla fine i bambini sono bambini».

Il Villarreal gli ha aperto le porte, facendogli firmare un contratto quadriennale e rendendolo un punto fermo della squadra di Emery. E Dani Parejo non ha tradito le attese, disputando una stagione fantastica che è culminata con la vittoria dell’Europa League.

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Gerard Moreno

La punta di diamante del Villarreal è l’attaccante catalano, che alla soglia dei 30 anni si è finalmente consacrato a livello internazionale. Per la seconda stagione di fila ha vinto il Premio Zarra, il titolo di miglior marcatore spagnolo de LaLiga: soltanto Messi (30) ha segnato più gol di lui (23). Ha lasciato un segno importante anche in Europa League: i suoi 7 gol gli sono valsi il titolo di capocannoniere della competizione al pari di Borja Mayoral e Pizzi. La particolarità, però, che è li ha realizzato nella fase ad eliminazione diretta, quando conta di più.

 

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L’apporto in fase realizzativa, ma non solo: Moreno è anche molto altro. Lavora per la squadra, cuce il gioco tra il centrocampo e l’attacco, pressa come un forsennato senza perdere mai la lucidità necessaria per far male alle difese avversarie. Un attaccante totale, nel senso che può giocare da prima o da seconda punta, ma anche da esterno. In settimana aveva promesso che in caso di gol in finale avrebbe fatto un’esultanza per sensibilizzare la campagna nazionale per i vaccini. Promessa mantenuta al 29’ con un gol di destro, lui che in realtà è mancino. Moreno uno dei simboli del Villarreal, che nel 2014 l’aveva ceduto all’Espanyol e l’ha poi riacquistato nel 2018 a venti milioni di euro. Lui è il miglior marcatore nella storia del club, ha eguagliato Giuseppe Rossi durante la finale di Europa League.

Cesare Ragionieri

Giornalista pubblicista, studente della Magistrale di Scienze Politiche. Tifo Fiorentina, sono un (ex?) pararigori. Alla perenne ricerca di me stesso. Ma ho anche dei pregi.

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