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Yaya Toure: l’importanza dei glutei nel calcio moderno

by Lorenzo Semino

Yaya Toure, in una lunga intervista rilasciata al portale statunitense The Athletic, si è soffermato sull’importanza di fianchi e glutei per migliorare la conquista del pallone e la sua gestione. Tutto cominciò in Premier League, dove ritrovò il fratello Kolo sperimentando l’importanza del fattore… sperimentando l’importanza del sedere. Parole sue.

«Prima di arrivare al Manchester City avevo giocato in Belgio, Ucraina, Grecia, Francia e Spagna – tutti campionati con differenti livelli e tipi di giocatori – ma la grande differenza fra il calcio inglese paragonato agli altri è nella fisicità. Quando giochi in Inghilterra, l’intensità della partita e soprattutto a centrocampo può coglierti di sorpresa. I giocatori in Premier ti arrivano sempre addosso da ogni lato non appena hai il pallone, arrivano veloci e provano a pressarti, specialmente nei primi minuti di partita, quasi come per spaventarti e vedere come reagirai» .

Yaya fa un passo indietro fino ai tempi del Barcellona. «In Spagna, se ho conquistato il pallone a un difensore, mi sembra di avere fino a 10 secondi per gestirlo. In Inghilterra hai molto meno tempo, forse 3 secondi prima che qualcuno non provi a levartelo. Nelle prime partite giocate con il Manchester City, ho avuto un po’ di problemi – prendevo palla al difensore con le spalle al cerchio di centrocampo e poi…bam! L’avversario arrivava dalle retrovie togliendomi il possesso. Continuava a capitare in tutte prime gare: sono un uomo grande, ma in ogni partita qualcuno provava a fare la stessa cosa mentre non stavo guardando. E…bam! Mi ricordo di aver pensato ‘ma cosa faccio? È impossibile giocare qui!».

All’Etihad, nel cuore della grigiastra Manchester, Toure trova uno staff di tutto rispetto, portato da Roberto Mancini: Salsano, Battara, Lombardo, Platt e Carminati. Tutti, tranne l’ultimo citato, con un punto in comune: il blucerchiato della Sampdoria. Fu forse proprio Carminati a cambiare radicalmente la vita inglese di Yaya. A raccontarlo è lo stesso ex centrocampista ivoriano: «Chi mi ha aiutato moltissimo è stato un fisioterapista al City, che mi spiegò la situazione in maniera molto semplice. Mi disse: ‘Sei un ragazzo grande e grosso, ma hai bisogno di fare qualcosa per affrontare la tensione quando qualcuno ti corre incontro mentre sei in fase di possesso. Dobbiamo rinforzare la tua muscolatura per assorbirla, gestirla: bisogna rinforzare la robustezza dei tuoi glutei e dei tuoi fianchi. Mi suonò curioso, ma i glutei possono essere uno strumento veramente molto importante quando giochi a calcio».

Un esempio concreto? «Sono sicuro che abbiate guardato la partita dell’Inghilterra contro la Scozia agli Europei – spiega Yaya Toure – John McGinn giocava a centrocampo, prendeva palla dalla difesa e la proteggeva dai giocatori inglesi prima di smistarla. Se guardi le sue foto, si vede come abbia gambe e fianchi molto potenti. Alcune volte lo si è visto conquistare la palla con la schiena, fiutare che il pericolo stesse arrivando e quindi usare i suoi glutei per proteggerla. Il sedere è importante perché può creare uno spazio fra te e un altro giocatore, così da avere più tempo con la palla».

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