Europa League, i vincitori più inaspettati della storia

by Redazione Cronache
europa league

La seconda competizione per club europea, l’Europa League, è talvolta snobbata o comunque considerata meno di quanto meriterebbe. Torneo dove si affrontano emergenti realtà del nostro continente e grandi squadre retrocesse dalla Champions League, riserba spesso notevoli sorprese.
Ultimamente la vittoria finale è stata raggiunta da club molto importanti come il Siviglia, che con 6 titoli è in testa alla classifica. Quattro di questi sono stati ottenuti negli ultimi 7 anni, in un periodo di tempo in cui anche Chelsea, Atletico Madrid e Manchester United hanno potuto gioire. Nonostante questo, nelle varie stagioni ci sono state anche squadre vincitrici fuori da ogni tipo di pronostico. Queste favole molto piacevoli da raccontare saranno il tema di questo approfondimento.

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GOTEBORG

Il calcio svedese negli anni ’80 era molto più considerato di adesso. Sia per la presenza di grandi campioni come Liedholm o Ekstrom, per citarne solo due, sia per i risultati portati avanti dalle squadre della sua federazione. Una squadra che portava in alto i colori gialloblù era il Göteborg, vincitore di ben due Europa League in quegli anni.

1981/82

La prima volta fu nel 1982, quando in seguito alla vittoria del campionato la squadra di Sven-Göran Eriksson si presentò nella competizione infliggendo un pesante passivo ai trentaduesimi di finale all’Haka, squadra finlandese. Successivamente arrivarono vittorie contro gli austriaci dello Sturm Graz, la Dinamo Bucarest, il Valencia e i tedeschi del Kaiserslautern. Spesso facendo leva sul fattore campo e decidendo risultati in bilico nel match di ritorno, gli svedesi si presentarono in finale contro il temibile Amburgo, che però fu sconfitto per 1-0 all’andata e per 3-0 al ritorno.

1986/87

Il secondo trionfo arrivò nel 1987, con mister Bengtsson in panchina. I trentaduesimi di finale furono difficili da affrontare e gli svedesi riuscirono a vincere contro i cechi del Sigma Olomouc solo nel match di ritorno. Più semplice fu il discorso contro la squadra della Germania dell’Est dello Stahl Brandeburgo e ancora di più ai quarti contro il Gent. Ai quarti il Göteborg affrontò l’Inter e superò il turno solo grazie ai gol in trasferta, con uno 0-0 in patria e un 1-1 a San Siro. In semifinale nessun problema e 5-1, fra andata e ritorno, agli austriaci dello Swarovski Tirol, che avevano eliminato precedentemente il Torino. Per finire, la finalissima contro il Dundee, squadra scozzese temibile in quegli anni. Il risultato finale fu di 1-0 a favore della squadra di Svezia all’andata e 1-1 al ritorno, decretando così la seconda finale di Coppa UEFA vinta in due tentativi.

Real Madrid

1984/85

Stavolta non è inaspettata la vittoria del Real Madrid tanto perché possa essere sfavorito rispetto ad altre squadre. La presenza dei blancos in questa lista sta proprio nel fatto che non siamo abituati a vedere gli spagnoli in Europa League. Eppure, detentori del maggior numero di Champions League della storia, negli anni ’80 si sono portati a casa ben due di queste coppe.
Nel 1984, la presenza della squadra di Molowny in questa competizione era già particolare, dato che era dovuta da un amaro secondo posto raggiunto nel precedente campionato di Liga. In seguito ad un piazzamento alla pari con l’Athletic Bilbao, ma sotto per la classifica avulsa, i madrileni si presentarono in Coppa con un rotondo 5-0 inflitto agli austriaci del Wacker Innsbruck. Passati i trentaduesimi, seguì un rischioso 4-3 complessivo contro il Rijeka, squadra croata che aveva vinto per 3-1 all’andata, ma aveva poi perso per 3-0 al ritorno. Nelle tre gare successive, per due volte il Real Madrid si trovò costretto a ribaltare il risultato, iniziando dal 3-0 subito, poi dal 6-1 inflitto, all’Anderlecht ai quarti. Bastò uno 0-1 per eliminare il Tottenham, mentre bisognò ribaltare il 2-0 dell’andata con un netto 3-0 contro l’Inter. In finale però tutto l’orgoglio spagnolo venne fuori e la vittoria contro gli ungheresi del Videoton fu netta, anche a causa della caratura dell’avversario. 3-1 in totale, con un 3-0 all’andata a uno 0-1 al ritorno.

1985/86

Durante la fortunata avventura in Europa League, il Real Madrid si piazzò ancora più in basso in campionato. Solo quinto posto per i madrileni, ma la vittoria della Copa de la Liga permise la partecipazione alla competizione europea. Nonostante il facile superamento dei trentaduesimi contro l’AEK Atene, anche questo percorso è abbastanza ai livelli di un film. I sedicesimi furono subito sudati contro i sovietici del Čornomorec’ Odessa, con un 2-1 e uno 0-0, poi agli ottavi ecco la prima rimonta. I tedeschi del Borussia M’gladbach vinsero per 5-1 all’andata, ma il Real in casa riuscì a rimontare con un assurdo 4-0, facendo valere il precedente gol in trasferta. Rischiò di subire una rimonta contro il Neuchâtel Xamax, squadra svizzera, ma passò in semifinale contro l’Inter. Ancora una volta i nerazzurri di Mario Corso annusarono la finale vincendo per 3-1, ma al ritorno un netto 5-1 per i madrileni cambiò le carte in tavola. All’ultimo atto, in finale contro il Colonia, la vittoria della Coppa UEFA fu molto simile alla precedente. All’andata un pesante 5-1 ipotecò il risultato e al ritorno i tedeschi vinsero solo per 2-0.

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Ipswich Town

In seguito al terzo posto nella First Division del 1980, dietro a Liverpool e Manchester United, l’Ipswich Town si qualificò per l’Europa League. Era una squadra non blasonata, un’emergente, per così dire, ma che iniziava a godere di una certa reputazione. Dopo alcune difficoltà nei primi due turni, comunque superati contro i greci dell’Aris e i cechi del Bohemians Praga, la squadra allenata da Bobby Robson battè agilmente agli ottavi i polacchi del Widzew Łódź. Stessa cosa ai quarti contro il Saint-Etienne, con un totale di 7-2 fra andata e ritorno, fino al tranquillo 2-0 contro il Colonia. La finale contro l’AZ Alkmaar fu veramente al cardiopalma. Dopo un netto 3-0 che sembrava aver già regalato il primo successo europeo all’Ipswich, gli olandesi trovarono una forza insperata che dimostrarono al ritorno. Il risultato finale fu 4-2, per un totale di 5-4 complessivo per gli inglesi, anche l’AZ avrebbe avuto bisogno di altri due gol per vincere.

Bayern Monaco

Nella stagione 1994/95 il Bayern Monaco disputò un campionato assolutamente non alle aspettative. Un misero sesto posto in classifica permise ai tedeschi di disputare solo l’Europa League. La stagione successiva, quindi, i ragazzi allenati da Franz Beckenbauer partirono dai trentaduesimi di finale con un netto 5-1 sul Lokomotiv Mosca, pur avendo perso per 0-1 all’andata. Ai sedicesimi più facile fu sbarazzarsi degli scozzesi del Raith Rovers, così come il Benfica e il Nottingham Forest successivamente. In semifinale ecco uno scontro fra titani, che fa quasi impressione pensarlo in Coppa UEFA: Bayern Monaco-Barcellona. Questa gara di cartello fu pareggiata per 2-2 all’andata, poi vinta 2-1 dai bavaresi al ritorno pur essendo in trasferta. La finalissima si disputò contro il Bordeaux e non ci fu storia. 2-0 all’andata e 3-1 al ritorno, 5-1 complessivo e primo e unico titolo in Europa League per il Bayern Monaco.

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