Inter, Conte pareggia i punti di Mourinho. Ma il confronto con Spalletti?

by Redazione Cronache

di Giulio Zampini

L’Inter ha chiuso la stagione come l’aveva iniziata: con una vittoria. Da San Siro contro il Lecce a Bergamo contro l’Atalanta. La squadra di Conte si è conquistata il secondo posto espugnando il campo di una diretta concorrente. Statistiche, acquisti, cessioni e confronti con l’ultima Inter di Spalletti.

I numeri dell’Inter di Conte

Si è chiusa la prima stagione di Antonio Conte al timone del club nerazzurro. L’allenatore salentino, subentrato a Luciano Spalletti nell’estate scorsa, ha saputo risollevare il club e portarlo dove da tempo mancava: sul podio, raggiungendo e superando quota ottanta punti, che per l’Inter è stato un muro invalicabile nelle ultime nove stagioni. L’ultimo campionato dove le aspettative e la realtà si erano incontrate risale all’annata 2009-2010. Allora, con José Mourinho, l’Inter aveva raggiunto 82 punti laureandosi campione d’Italia.

Il miglioramento dell’Inter è avvenuto anche nel breve periodo. Rispetto alla scorsa annata, la banda di Conte ha totalizzato più vittorie (24 a 20), più gol fatti (81 a 57) e più punti in classifica (82 a 69),  oltre ad aver recuperato 20 punti alla Juve, dal -21 della scorsa stagione al -1 attuale. Solo i gol subiti, tra tutte le statistiche, hanno avuto un’inflessione (36 in questa stagione, 33 con Spalletti).

Le differenti strategie di mercato tra Spalletti e Conte

Mercato, del passato e del futuro. Per raggiungere certe prestazioni Steven Zhang, la scorsa estate, ha dovuto mettere mano al portafoglio e investire sulla rosa. Sono arrivati, nella finestra di mercato estiva, Lukaku, Barella, Sensi, Godin, Biraghi, Sànchez e Lazaro – con tanto di saluti da parte di Perisic, Nainggolan, Icardi, Dalbert, Miranda e Joao Mario. Il confronto con il mercato estivo di Spalletti della stagione precedente è evidente. Nell’estate 2018 furono acquistati Vrsaljko, Keità Baldé, Politano, Asamoah, De Vrij, Nainggolan e Lautaro, e solo tre di loro figuravano nella rosa a disposizione di Conte in questa stagione.

Ma è nel mercato di gennaio che la società ha operato diversamente rispetto allo scorso anno. Con Spalletti, l’unico colpo fu l’esterno Cédric Soares dal Southampton, in prestito oneroso per 500 mila euro con diritto di riscatto fissato a 11 milioni (mai esercitato). Un po’ poco per dare animo alle ambizioni dell’Inter.

Tutt’altro mercato di riparazione ha avuto invece a disposizione Conte, con l’acquisto di Christian Eriksen (20 milioni di euro), Ashley Young (1,5 milioni) e il prestito di Victor Moses (con diritto di riscatto fissato a 12 milioni).

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Va chiarito che le diverse strategie di mercato sono nate e prosperate grazie – e per colpa – del fair play finanziario. L’Inter è uscita dal settlement agreement, siglato nel maggio 2015, a giugno del 2019, dopo aver condizionato quattro esercizi di bilancio con l’obbligo di non registrare una perdita netta di 30 milioni nell’arco di un triennio. La maggiore disponibilità economica avuta con l’ex CT della nazionale italiana va letta in questo senso.

Ma, alla fine, qual è stato l’andamento dell’Inter in campionato?next page