Il miglior marcatore italiano del 2023 non gioca in Serie A

by Giacomo Brunetti

Il miglior marcatore italiano dell’anno solare 2023 non gioca in Serie A. Si chiama Matteo Prandelli, ha 35 anni e veste la maglia del Cosmos. Considerando tutti i campionati di prima divisione, le coppe nazionali e quelle internazionali, nessun azzurro ha fatto meglio. Neanche Berardi e Immobile, che sono i primi rappresentanti della Serie A, rispettivamente 3° e 8° in classifica generale.

Prandelli milita nel campionato di San Marino e ha anche la miglior media-gol di un italiano nel 2023: una rete ogni 71 minuti in campo. Al secondo posto c’è Fernando Forestieri, che oggi a 33 anni milita in Malesia. I due sono addirittura legati da un filo conduttore: «Pensate – ci racconta in esclusiva Matteo – che quando io ero nelle giovanili del Siena, lui era in Prima Squadra». Abbiamo telefonato al bomber del Cosmos per chiedergli se fosse a conoscenza del suo record: «L’ho scoperto qualche ora fa, quando un mio amico mi ha inviato il dato. Non potevo crederci». In questa stagione, ne ha già infilati dentro 15 in 12 gare.

«Ho iniziato nelle giovanili del Montichiari, che all’epoca era in Serie C. Nei primi anni ho fatto male, poi ho incontrato Flavio Destro come allenatore nella Berretti che mi ha fatto tornare la voglia di giocare. Avevo 16 anni e mi convocarono pure in prima squadra», ripercorre Prandelli, «e mi chiamò il Siena. Feci due anni in Primavera: uscimmo ai quarti nei play-off Scudetto contro l’Atalanta che poi avrebbe vinto, e anche quello successivo dopo andò bene». Da quel momento, gira l’Italia in prestito. Dal Valle di Giovenco, con cui vince la Serie C2 non da protagonista, fino a Messina, dove arriva il primo infortunio al crociato. Tramite un procuratore, trova squadra in seconda divisione belga: è il 2011 e firma con il Visé. «Il presidente era Thoir, sono rimasto per due stagioni e mi sono trovato benissimo. Ma mi mancava l’Italia», quindi torna ma per motivi di tesseramento, deve attendere. Ma le società non hanno tempo. Può accasarsi solo all’estero, e si accasa in Albania, con il Kukësi: secondo infortunio. «A questo punto, torno a girare l’Italia nelle serie minori. Ma a parte un anno alla Colligiana con 15 gol, nelle altre stagioni difficilmente andavo sopra i 6»: nel frattempo, da un po’ di estati, riceve il corteggiamento di un direttore sportivo sammarinese che lo vuole per fare i preliminari di coppe europee con La Fiorita. «Declinavo perché non c’erano i presupposti: la D e l’Eccellenza ti permettono di vivere, lì avrei dovuto saltare la preparazione rischiando di farmi male e pure di non trovare squadra, una volta finite quelle poche partite», ma la svolta arriva dopo il primo lockdown. «La mia compagna era senza lavoro e io pure: mi sono detto ‘Se non lo faccio ora, non lo faccio più’. Ho accettato e ce la siamo presi come una vacanza di qualche settimana. Ma ci siamo trovati benissimo, anche con i nostri due figli». Alla fine di quell’esperienza – «All’esordio in Conference League mi sono tremate le gambe» – gli propongono un contratto con tanto di offerta di lavoro. Accetta e si trasferisce a San Marino con la famiglia.

«Prima al La Fiorita, poi al Cosmos. Lo scorso anno siamo arrivati secondi per un punto, con miglior attacco e miglior difesa. Adesso siamo partiti zoppicando ma ci siamo ripresi con 6 vittorie nelle ultime 6. Mi è cambiata la vita: corro meno e sono più lucido. Ho imparato a fare la prima punta», e a suon di gol si è tolto la soddisfazione di piazzarsi davanti a tutti. «Inizialmente non me lo aspettavo neanche io, poi mi sono fissato obiettivi sempre più alti partita dopo partita», fino ad arrivare qui. «Quest’estate, in Conference League, ha avuto un sapore diverso: me l’ero guadagnata sul campo, è stato incredibile», racconta emozionato.

Spazio al record sul 2023: «A San Marino battaglio con Badalassi (attaccante del Tre Penne, secondo a pari merito con Forestieri con 21 gol e recordman del 2022) e Ura (terzo a ex aequo con Berardi con 20 reti) e li stimo molto. Certo, il livello della Serie A… è imparagonabile con il nostro! Ma mi hanno insegnato che segnare non è facile in nessuna categoria». La mattina va in magazzino alle 8 ed esce alle 18:30, poi per tre sere si allena. E nel weekend la partita. La sua famiglia lo supporta e si è promesso di non smettere di segnare nel 2024, anzi. Di farne ancora di più. Sulle orme del suo idolo Filippo Inzaghi, «essendo milanista». Ma anche Baggio – «da bresciano» – più Batistuta e Osvaldo.

Il miglior attaccante italiano del 2023 per realizzazioni non può ambire alla Nazionale, ma… ci ha già giocato, in qualche modo: «Anni fa ho ricevuto la convocazione della selezione della Padania e ho accettato. Abbiamo partecipato a Europei e Mondiali CONIFA, ho anche vinto il premio come migliore giocatore vincendo entrambe le competizioni. Non ci sono andato per motivi politici: era un periodo in cui giocavo poco e mi serviva soprattutto come occasione per ritrovarmi. Ha funzionato».

Matteo Prandelli ha sicuramente salvato il suo 2023 in una parte speciale del suo cuore.