Milan, com’è cambiato l’attacco dopo l’arrivo di Ibrahimovic

by Redazione Cronache
Ibrahimovic

di Giulio Zampini

È il 6 gennaio 2020, un Milan-Sampdoria che non si sblocca e Ibra che sostituisce Piatek al 55′. Davanti ai 60’000 di San Siro il passaggio di consegne che divide in due la stagione rossonera: il polacco che lascia il campo (e il Milan a fine mese) e lo svedese che entra nel club e rivoluziona qualunque gerarchia. Da lì in poi (era la 18° giornata) la squadra di Pioli ha cambiato il passo di marcia: da 12° a 7°, con cinque vittorie, tre pareggi e due sconfitte. Parte del merito va anche a Zlatan Ibrahimovic.

Attacco rivoluzionato

Di solito chi entra in un club nuovo lo fa in punta di piedi. Ibra no, anche perché per lui il Milan non era niente di nuovo, visto il passato in maglia rossonera tra il 2010 e il 2012. Dallo svedese ci si aspettava un cambio a 360°: di passo per quanto riguarda il campo, di mentalità per il club e d’immagine a livello di marketing. Detto fatto, anche se, appunto, a piccoli passi. A cominciare dal rettangolo verde.

Una buona fetta di stagione offensiva rossonera appartiene a Piatek, che su 20 partite disputate con la maglia da settembre a fine gennaio è partito dalla panchina soltanto in quattro occasioni, dove al suo posto hanno giostrato Silva (solo una volta) e Leao (per ben tre volte). L’attaccante francese, utilizzato a fasi alterne sia da Giampaolo e poi da Pioli, non è mai riuscito a scrollarsi di dosso il ruolo di “jolly da calare a gara in corso”. Soltanto in tre occasioni ha giocato come unica punta nel 4-3-3 (o 4-3-1-2) rossonero, mentre le altre gare (22 in totale) sono arrivate come comprimario di attacco con Rebic o Ibrahimovic.

È proprio con lo svedese che Leao ha trovato il feeling ideale, anche se i tabellini di gara non riportano assist del francese a Ibra, e viceversa. Il feeling è stato di natura tattica, in campo, fatto di movimenti e intuizioni per il bene comune del Milan. E lo svedese in questo ha dato una grande mano al suo club, in attesa di dimostrare nuovamente da qui a fine stagione di aver fatto la scelta giusta puntando su di lui.